Un atto d'accusa documentato in un dossier di oltre duecento pagine che investe l'attuale gestione dell'Area marina protetta delle isole Egadi, la più grande d'Europa. Il dossier è da pochi giorni sul tavolo del ministro dell'Ambiente Altero Matteoli e del direttore generale del ministero Aldo Cosentino, che duegiorni fa hanno inviato due esperti per «verificare» lo stato delle calette di Marettimo e dei campi boe posizionati dall'ente gestore, il comune di Favignana. A denunciare «gravi inadempimenti» e a chiedere «l'affidamento temporaneo alla Capitaneria di porto di Trapani» è la commissione di riserva dell'area marina protetta, un organo di controllo costituito dai rappresentanti delle associazioni ambientali e delle categorie economiche e nominato dal Ministero. Il cahiers de doleances è stato redatto dal presidente, l'avvocato palermitano Giovanni Lima, e dai componenti Maria Guccione, rappresentante della Camera di commercio di Trapani, Paola Rinelli, esperta biologa, Pietro Cannella, deputato parlamentare di An e rappresentante della Regione, Liliana Maida, esponente dell'associazione ambientalista MareVivo, Stefano Rigirello, agronomo, Giacomo D'Ali, rappresentante della Regione. Nel lungo elenco di carenze contestate alla gestione, che dura dall'ottobre 2003 ci sono l'installazione di boe inadeguate nei campi ormeggio a Cala Conca e a Scalo Maestro a Marettimo, boe attualmente disancorate e trascinate sulle rocce nellezonedel Castello e diCala Conca;la mancanza di interventi per arginare la pericolosa erosione delle coste di Marettimo tra le località di Scalo Nuovo e Madonna del Rotolo e tra Madonna del Rotolo e il Cimitero, dove da anni non è possibile fruire delle spiagge per il pericolo reale di caduta massi. La commissione aveva sollevato alcuni mesi fa il caso sulla nomina a direttrice della riserva di Liliana D'Angelo, imprenditrice trapanese, per carenza di requisiti, in primo luogo la laurea e il dirigente del ministero Aldo Cosentino aveva stoppato a gennaio scorso il rinnovo dell'incarico. Ma il sindaco forzista di Favignana Gabriele Ernandez, nonostante un'interrogazione del gruppo consiliare di centro sinistra, con delibera di giunta le ha riconfermato la fiducia con questa spiegazione: «Abbiamo chiesto al ministero una interpretazione della norma sui requisiti del direttore di riserva, che possono anche essere maturati negli anni e attendiamo una risposta». Attualmente, la D'Angelo non percepisce alcun compenso, perché il ministero non ha autorizzato gli emolumenti nei suoi confronti. «È una battaglia politica si schermisce la D'Angelo che An e l'avvocato Lima, molto vicino al ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, stanno scatenando contro una riserva che ha dato lavoro a moltissimi giovani e che funziona». Per Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente nazionale «è il più deciso strappo tra una commissione di riserva e un ente gestore a cui abbiamo mai assistito. Potrebbe verificarsi quello che è già successo a Ustica con il conseguente passaggio ad una gestione provvisoria della capitaneria».