Caro Ignazio Marino, lo faccia per Caravaggio! Ci vuole una svolta in Campidoglio. Un Soprintendente e un Assessore alla cultura capaci di voltare pagina e di ridimensionare il ruolo di "Zetema" (l'onnipotente società nata da "Civita" che ormai gestisce autonomamente, e supercommercialmente, la politica culturale di Roma). Capaci di azzerare l'assurda stagione di mostre e prebende e di dedicarsi al territorio e capire che l'unica vera politica culturale di una grande città occidentale non è l'organizzazione di eventi, ma la restituzione ai cittadini degli spazi pubblici e storici che oggi sono loro preclusi. E se il neo sindaco non vede altri motivi per fare tutto questo, potrebbe farlo per Caravaggio . In questi giorni gli autobus di mezza Toscana viaggiano con stampata sulla faccia la gigantografia del San Giovannino di Caravaggio dei Musei Capitolini, che dal 17 aprile al 18 agosto si trova sprofondato nel sotterraneo medioevale sotto il Duomo di Siena, esposto all'inclito pubblico pagante il prezzo di 8 euro. Cosa c'entra Caravaggio con gli affreschi di quell'oratorio, realizzati nel secondo Duecento da Guido da Siena, Dietisalvi di Speme e compagni? Niente: tanto valeva portarci un Picasso, il Marc'Aurelio con tutto il cavallo, o un Tiziano. E infatti l'anno scorso la stessa organizzazione ci aveva portato un magnifico Tiziano, sempre dei Musei Capitolini. Ci si chiede, allora, perché l'ostensione del Caravaggio vada sotto il titolo "Dialoghi 2013", visto che di dialogo non c'è alcuna traccia. Ma come non capirlo? il dialogo è tutto imprenditoriale: l'Opera del Duomo di Siena (una onlus con quasi 900 anni di vita) ha ceduto una parte della sua "attività" (tra cui la didattica e le mostre) ad Opera Laboratori Fiorentini, controllata di "Civita", casa madre di "Zetema". E dunque i Dialoghi 2013 sono tra società sorelle che si scambiano le opere d'arte come figurine. In attesa che la Procura della Repubblica di Siena (che ha aperto una inchiesta su cessione) faccia luce, le opere del Campidoglio continueranno ad essere esposte per mesi in un sotterraneo medioevale. A meno che Ignazio Marino non provi ad invertire la rotta.
PATRIMONIO ALL'ITALIANA Caravaggio non è una figurina
Il testo esprime la frustrazione per la gestione della politica culturale a Roma, in particolare per il ruolo di "Zetema" (una società nata da "Civita" che gestisce autonomamente la politica culturale di Roma) e per l'assenza di un'attività culturale significativa. Il testo propone di azzerare il ruolo di "Zetema" e di dedicarsi al territorio e alla restituzione ai cittadini degli spazi pubblici e storici. Si fa riferimento all'esposizione del San Giovannino di Caravaggio dei Musei Capitolini a Siena, che è stata organizzata da "Zetema" e che ha generato critiche.
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