Il "campo trincerato" di Roma fu costruito a fine '800 per difendere la neo Capitale d'Italia dall'avanzata francese. Sono posizionati a circa quattro chilometri dalle mura aureliane. Abbandonati per decenni. Con il federalismo demaniale si sta aprendo una grande discussione tra amministrazioni, sovrintendenza e associazioni, sull'acquisizione a patrimonio comunale (a costo zero, come prevede la norma). Oggi l'unico Forte fruibile è il Prenestino DI V. MORENO PER MOTIVI TECNICI IL SITO NON SARA' AGGIORNATO NEL POMERIGGIO DI DOMENICA 30 GIUGNO. CI SCUSIAMO CON I LETTORI Il Forte Ostiense è stato teatro di uno dei primi eventi della Resistenza italiana. Qui circa ottocento soldati hanno lottato per ore nel tentativo di respingere l'avanzata tedesca. Nel Forte Bravetta, invece, dove venivano eseguite le fucilazioni naziste, persero la vita settantasette partigiani. Ma quanti residenti che ci passano a fianco ogni giorno, ne conoscono la storia? O la sua importanza architettonico-culturale? Il "campo trincerato" di Roma fu costruito a fine '800 per difendere la neo Capitale d'Italia dall'avanzata francese ed è composto da quindici Forti di stile prussiano e tre batterie. Sono posizionati a circa quattro chilometri dalle mura aureliane, intorno alle quali, negli ultimi 40 anni, si sono espanse le periferie della città. CHIUSI E ABBANDONATI - Quelli che non sono stati riutilizzati dal ministero della Difesa, sono rimasti chiusi e abbandonati per decenni, trasformando questi 172 ettari vincolati come patrimonio storico, in grandi "buchi neri" all'interno del tessuto urbano di Roma. La situazione però potrebbe cambiare. Grazie alla recente introduzione del federalismo demaniale, infatti, si sta finalmente aprendo una grande discussione tra amministrazioni, sovrintendenza e associazioni, sull'acquisizione a patrimonio comunale (a costo zero, come prevede la norma) e il recupero dei Forti. «Le possibilità sarebbero tante, possono diventare centri di produzione culturale, spazi museali o semplici luoghi di aggregazione cittadina», spiega Luigi Tamborrino, presidente dell'associazione Campo trincerato Roma. «Il patrimonio militare dismesso è un tema di grande interesse in tutta Europa continua Tamborrino tranne che nel nostro Paese. Servono interventi di messa in sicurezza seri e progetti adatti a cui stiamo lavorando da tempo». PRENESTINO - Oggi l'unico Forte fruibile è il Prenestino. Questo perché, malgrado sia di proprietà del Comune, dall'occupazione del 1986 si è trasformato in un centro sociale molto frequentato. Il Forte Portuense, invece, in fase di acquisizione da parte del Campidoglio, grazie al lavoro del consigliere municipale Alessio Conti è stato aperto in occasione di un workshop nel 2009 e per un evento culturale lo scorso anno. In entrambe le occasioni con una grande partecipazione. «Confidiamo nella nuova amministrazione capitolina sottolinea Tamborrino ma anche sulla partecipazione di seri investimenti privati che sostengano i diversi progetti di riqualificazione». IL PROGETTO - Dall'associazione di Tamborrino nasce il "Progetto Forti", un vero e proprio tavolo tecnico composto da architetti e studiosi: «Dev'esserci un'unica entità gestionale, per l'intero campo trincerato di Roma che sia referente dell'amministrazione comunale spiega Simone Ferretti, architetto di Progetto Forti ogni Forte potrà avere una destinazione differente, trasformandosi in diversi luoghi di cultura e aggregazione sociale, a patto che venga preservato l'aspetto originario, dagli spazi verdi a quelli strutturali, e che siano coerenti con il territorio». Ferretti spesso collabora con molti studenti di architettura all'elaborazione delle tesi di laurea, disponendo così di molti studi all'avanguardia. MONTE ANTENNE - Il caso più emblematico è quello del Forte Monte Antenne situato sul punto più alto di Villa Ada. Concesso in proprietà al Comune in occasione dei giochi olimpici del 1960, per molto tempo è stato oggetto di promesse mai mantenute dalle amministrazioni. Oggi si trova in forte degrado, occupato abusivamente da due famiglie dal 2000. «Noi immaginiamo una grande struttura che raccolga tutte le attività sportive e all'aria aperta, da supporto al parco», spiega Ferretti. Ma ce ne sono altre. Come quella di un museo interattivo e multimediale dedicato al corpo umano al Forte Appia Antica, oppure l'istituzione all'interno del Forte Monte Mario di un grande planetario che sia da supporto a quello esistente. «Proponiamo anche dei progetti che non siano prettamente culturali, come ad esempio il trasferimento dell'archivio di Stato all'interno del Forte Tiburtina, visto che oggi paghiamo un affitto salatissimo per una struttura privata poco distante da lì conclude Ferretti oppure la creazione di un Ostello della gioventù, che a Roma servirebbe molto». Oggi solo quattro dei quindici Forti sono "nelle mani" del Campidoglio (Portuense, Prenestino, Monte Antenne e Bravetta) ma le associazioni sperano che siano solo il punto di partenza per la riqualificazione dell'intero "campo trincerato" della Capitale.