Lo stilista si arrende: stop alla torre da 200 metri Zaia: «Messaggio devastante per gli investitori» VENEZIA - Il Palais Lumière di Pierre Cardin non si farà a Venezia: lo ha annunciato all'Ansa l'ingegnere Rodrigo Basilicati, nipote dello stilista italo-francese, amministratore delegato della società Concept Creatif Pierre Cardin spa, che ha realizzato il progetto molto contestato di una torre alta oltre 200 metri nella zona di Marghera. Evidentemente lo stilista francese ha ritenuto che, sulla strada della realizzazione dell'opera, ci fossero troppi ostacoli, al di là della volontà del Comune di Venezia, espressa anche recentemente dal sindaco Giorgio Orsoni. Pierre Cardin ha fatto bene o male a bloccare il progetto del Palais Lumière? Vota il sondaggio di Gazzettino.it «In queste ore ci sarà sicuramente qualcuno che brinda: di certo io non faccio parte di questi signori». È il commento del presidente del Veneto Luca Zaia, che aggiunge: «Se ne va una grande opera e una grande opportunità per le nostre imprese. Le opere si possono condividere o non condividere, il dibattito e il confronto civile sono il sale della democrazia, purtroppo questa è l'ennesima dimostrazione che ci troviamo in un Paese nel quale il partito del no a prescindere blocca tutto o peggio ancora come in questo caso riesce a farlo ancora prima delle autorizzazioni». Tutto questo, rileva Zaia, «avendo come risultato non solo la perdita dell'opera e quella economica, ma soprattutto l'invio di un messaggio devastante alla comunità internazionale, che avrà una ulteriore riprova di quanto sia difficile, se non impossibile, fare impresa o realizzare un'opera in Italia, come in questo caso». Il Palais Lumière, aggiunge Zaia, «rappresentava infatti sotto questo profilo un'opera simbolo a favore di tutti quei capitali stranieri che potrebbero essere investiti in Italia e che anche grazie a queste notizie se ne andranno altrove».