La denuncia di Freegreensicilia: «Degrado e abbandono nella dimora del Principe Domenico I Di Giovanni» Degradato, usurato dal tempo, rovinato dalle intemperie, attaccato dalla ruggine e ricoperto di scritte, così si presenta l'antico Palazzo del Principe Domenico I Di Giovanni, a Trecastagni, nel catanese, esempio straordinario di architettura e residenza ordinaria del nobile. Costruito intorno alla metà del XVII secolo, è attualmente impraticabile e dell'antico aspetto regale rimane poco o nulla. Il fabbricato sito nell'omonima via è costituito da due piani con scalone nobile in pietra lavica ed un'ampia corte: tutta l'area però non è fruibile. LA DENUNCIA - Ad alzare la voce e a puntare il dito contro l'amministrazione di Trecastagni, che a suo dire non ha effettuato alcun lavoro di restauro dopo l'acquisizione qualche anno fa della struttura è Alfio Lisi, presidente provinciale di Freegreensicilia. «Non sembra per niente un monumento spiega Lisi -. Da monumento seicentesco si è trasformato in relitto del terzo millennio che da decenni versa in uno stato visibile di totale abbandono e depauperamento, così come quello che doveva essere il suo bellissimo giardino oggi è un deserto di sterpaglie e rifiuti. Ennesimo esempio dimostrativo della poca attenzione, che riservano le istituzioni preposte ai nostri monumenti». NESSUNA VIGILANZA - L'edifico è considerato uno dei monumenti più belli e più importanti del Comune di Trecastagni, ma di fatto si è impoverito. È stato anche spogliato dal decoro architettonico interno ed esterno, poiché facilmente accessibile e privo di qualsiasi tipo di vigilanza. «Più di una volta, durante i mesi estivi, le sterpaglie secche non eliminate dal Comune sono state date alle fiamme da vandali e sono stati bruciati gli ultimi alberi esistenti nel parco continua Lisi . Così la struttura è stata danneggiata senza che nessuno ponesse rimedio. Molti sbandati sono riusciti anche ad insinuarsi all'interno dell'edificio, tramite i balconi e le finestre in quanto da sempre sprovvisto di infissi. Anche lo stesso portone principale è scomparso nel nulla». COMUNE - L'edificio era rimasto per anni anche sprovvisto di tetto, ma nel momento dell'acquisto della struttura da parte del Comune è stato parzialmente rifatto. «Tutto ciò fa facilmente pensare ai danni in parte irreversibili che ha dovuto subire tale magnifica struttura con buona pace di tutti quegli amministratori e della stessa Sovrintendenza che ancora una volta dà l'impressione di sconoscere i monumenti di sua competenza». L'accusa è rivolta ai sovrintendenti che si sono susseguiti nel tempo e che «poco o nulla hanno fatto per salvaguardare realmente tale bene storico e per renderlo accessibile», aggiunge ancora Lisi. SITO MUSEALE - Struttura che già da anni sarebbe dovuta diventare un sito museale visitabile ed accessibile soprattutto agli studenti. La denuncia di Freegreensicilia si estende anche ad un'altra struttura di Trecastagni l'ex monastero francescano ristrutturato con fondi europei che sarebbe dovuto diventare un museo d'arte contemporanea ed invece è rimasto chiuso da oltre un decennio. «Due monumenti che da tempo potevano trasformarsi in un traino a beneficio della cittadina etnea verso un potenziale turismo culturale che invece si fa di tutto per negare conclude Lisi - Sarà forse solo risibile ignoranza e incompetenza, già ingiustificabile, o dietro tali comportamenti 'distruttivi' di coloro che dovrebbero per il loro ruolo istituzionale conservare e proteggere i nostri beni culturali vi è ben altro?». Fonte Italpress 27 giugno 2013