Lo sponsor: sacrificato. Altolà del Comune La scelta è nostra, quella è la sede originaria. Ed è la più idonea Claudia Sartirani Il suo viaggio più recente è stato spettacolare: prelevato con le gru dal palazzo del Credito Bergamasco, dove è avvenuto il restauro nel mezzo della sala del Consiglio, trasportato con tutte le cautele in Città Alta e poi di nuovo lassù, in aria, per fare (via finestra, date le dimensioni di oltre due metri per sette) il suo ingresso nelle sale del Palazzo della Ragione. «L'ultima cena» di Alessandro Allori, capolavoro del 1582 i cui colori sono tornati a splendere per la gioia delle migliaia di persone che a fine maggio l'hanno potuto ammirare in anteprima in Largo Porta Nuova, mercoledì è stato riconsegnato al Comune dalla Fondazione Creberg che ne ha sponsorizzato i restauri, durati un anno. Ecco quindi svelato il motivo della «chiusura per motivi tecnici» di Palazzo della Ragione: un rientro illustre, ma che ha suscitato un gran dibattito fra le istituzioni. Il Comune, proprietario dell'opera, ha deciso per il rientro nelle sale di Piazza Vecchia dove si trovava (nell'oblio) prima del recupero. La Fondazione, invece, non ha mai fatto mistero di non trovare consona (perché troppo sollevata da terra e a rischio nuova dimenticanza, specie dopo che le opere transfughe dalla Carrara torneranno nella pinacoteca) la prevista collocazione del dipinto oggetto di tanto lavoro. Le posizioni restano distanti. Molto. Lo sponsor ha chiesto pubblicamente, con lettera protocollata, di ripensare alla sede: «E ci facciamo portavoce del pensiero di tanti visitatori». Ancora mercoledì, sulla sua newsletter, la Fondazione ha auspicato «che tale patrimonio artistico non venga relegato in ambienti poco accessibili o non aperti al pubblico». L'Ultima cena, nata per il refettorio di Astino (dove a sua volta la Mia ha chiesto venga ricollocata, ma c'è il nodo dei saloni non pubblici), ha viaggiato parecchio: dall'antico palazzo comunale, oggi sede della Mai, alla Carrara, al Palazzo della Ragione. Proprio la Carrara è la sede che i curatori del restauro vedrebbero meglio. Il Comune la pensa diversamente: «L'opera è dell'amministrazione, che ha scelto in modo ragionato dove portarla - spiega l'assessore Claudia Sartirani -. Il capolavoro torna nella sua sede originaria. È stato predisposto un ambiente adeguato. Si chiedono altre collocazioni? In futuro saremo lieti di discuterne». Ma la Carrara è off limits. «Alla riapertura esporremo quasi il doppio delle opere rispetto alle origini, la collocazione lì dell'Ultima cena non è prevista». A.G. 28 giugno 2013 8:51
BERGAMO- Ultima cena di Allori Il capolavoro errante che divide le istituzioni
Il Palazzo della Ragione di Milano ospiterà nuovamente l'Ultima cena di Alessandro Allori, capolavoro del 1582, dopo un anno di restauro. La Fondazione Creberg ha sponsorizzato i lavori, ma il Comune ha deciso di rientrarla nelle sale di Piazza Vecchia, dove era originariamente collocata. La Fondazione ha espresso la sua opposizione, affermando che la collocazione non è consona con le esigenze del dipinto e che non sarà esposta nella Carrara, dove era stata trasferita precedentemente. Il Comune ha spiegato che l'opera è di sua proprietà e che ha scelto la sede originaria.
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