23032005 Chiudi PIAZZA NICOLA AMORE In diretta dagli scavi l'ultima scoperta: un santuario greco L'avventura non è finita. Nel cantiere del metrò di piazza Nicola Amore gli archeologi stanno lavorando all'ultima scoperta: i resti di un edificio del V-IV secolo a.C. che, secondo gli esperti, ha fatto parte di un santuario. «Non sappiamo ancora al culto di quale divinità fosse dedicato - spiega Daniela Giampaola, responsabile degli scavi per la Soprintendenza napoletana diretta da Valeria Sampaolo - ma siamo certi che si trattasse di una struttura pubblica a carattere sacro. Il primo ambiente riportato alla luce è una sala per banchetti con panchine tricliniari. Andremo avanti, allargando il cantiere sul lato mare, per ritrovare altre testimonianze dell'antico complesso. La scoperta dell'edificio rappresenta, per noi, una vera sorpresa. Si supponeva che all'epoca greca non potessero esserci insediamenti di questo genere al di fuori della cinta muraria: e invece c'erano». Nel corridoio-museo dell'Archeologico sono stati sistemati grandi schermi sui quali si può seguire (per ora con un video registrato, prossimamente in diretta) i lavori in corso nel cantiere Duomo. A portata di mano del visitatore, invece, una piccola ma significativa selezione - circa cento pezzi su 3 milioni e 300mila - di quello che è stato già recuperato, classificato, restaurato. «Un indice del grande catalogo», come ama definirlo la dottoressa Giampaola. Il percorso cronologico viene illustrato con pannelli didattici che parlano un linguaggio semplice e sinteticoo. L'insediamento preistorico (IV millennio a.C) è rappresentato da un plastico che riproduce i solchi lasciati dall'aratro nel sottosuolo; la città greca (VII-II secolo a.C.) propone un vasto repertorio di ceramiche e i resti dell'area sepolcrale nella quale venivano deposti i bambini; la città romana (II secolo a.C.-III secolo d.C.) restituisce i fregi dell'edificio dedicato al culto imperiale, le epigrafi con i nomi dei vincitori dei giochi isolimpici, la testa in marmo di un giovane principe della dinastia Giulio-Claudia (un ritratto del generale Germanico, secondo l'ipotesi più accreditata dagli studiosi), i modellini delle tre barche recuperate nell'antico bacino portuale e un campionario degli oggetti d'uso comune ritrovati a bordo degli scafi. E ancora avanti attraverso la città bizantina, la città medievale (una fontana in miniatura, funzionante, riproduce quella ritrovata in piazza Nicola Amore), la città aragonese.