I dipendenti della struttura in protesta hanno impedito l'ingresso nel sito archeologico per due ore Sono circa 500 i turisti rimasti bloccati per due ore (dalle 9 alle 11) all'esterno degli scavi di Pompei, dove gli ingressi sono stati bloccati a causa di un'assemblea sindacale indetta da Cgil, Cisl e Uil e che interessa anche i siti archeologici di Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale. Le guide hanno preferito tenere lontani dall'area archeologica i grandi gruppi per evitare ulteriori malumori, mentre la gran parte delle navi crociere ha preferito disertare o ritardare la visita. LA PROTESTA - Già nelle settimane scorse gli Scavi di Pompei erano finiti nell'occhio del ciclone per aver fatto attendere sotto il sole migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Questa mattina è accaduto di nuovo. Le sigle sindacali annunciano tramite una nota: «A causa della convocazione di un'assemblea indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil potrebbero verificarsi disagi nell'apertura degli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale dalle 8.30 alle 11». «In questi giorni, in tutta Italia, si sta svolgendo una grande mobilitazione dei lavoratori dei Beni Culturali - si legge nel testo - siamo consapevoli dei disagi procurati e di questo ci scusiamo, ma è importante comprendere i motivi alla base della protesta». Redazione online 28 giugno 2013
POMPEI-Caos agli Scavi di Pompei. Cinquecento turisti bloccati all'ingresso dell'area
I dipendenti della struttura in protesta hanno bloccato gli ingressi al sito archeologico di Pompei per due ore, lasciando circa 500 turisti bloccati all'esterno. La protesta è stata indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e coinvolge anche i siti archeologici di Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale. Le guide hanno evitato di accogliere i grandi gruppi di turisti e molte navi crociere hanno disertato o ritardato la visita. La protesta è parte di una mobilitazione più ampia dei lavoratori dei Beni Culturali in tutta Italia.
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