L'Anfiteatro Flavio escluso dalla protesta di venerdì: «Bray deve incontrarci subito. Perché aspetta?» Il Mibac «Pronti a incontrare i sindacati, ma erano tutti occupati» I turisti oggi avranno a loro disposizione Colosseo, Foro Romano, Palatino, palazzo Massimo e le terme di Diocleziano. Dovranno invece rinunciare a palazzo Barberini, galleria Borghese, palazzo Venezia, Castel Sant'Angelo e al complesso del San Michele. Questo è l'effetto Colosseo: i sindacati hanno deciso di esonerare i dipendenti della soprintendenza speciale ai beni archeologici dalla mobilitazione odierna. La stessa che vede coinvolti i lavoratori dei beni culturali di tutt'Italia. I motivi sono da ricercare nelle polemiche della scorsa settimana, a causa del grave danno prodotto all'immagine nazionale per quei turisti lasciati ore in attesa sotto il sole per due assemblee sindacali. E nell'intervento del ministro per i Beni e le Attività culturali, Massimo Bray che ha fatto sbloccare i fondi per pagare gli arretrati degli stipendi risalenti allo scorso gennaio. E proprio sull'anfiteatro Flavio si è consumato il primo braccio di ferro tra ministero e sindacati: il ministro dopo aver sbloccato i fondi, ha rimandato l'incontro con i sindacati all'8luglio. «Perché dobbiamo aspettare? I lavoratori, per senso di responsabilità, hanno escluso il Colosseo dalla mobilitazione, dopo i disagi causati ai turisti dall'iniziativa di una sigla - commenta Salvatore Chiaramonte, segretario nazionale della Fp-Cgil -. Avremmo voluto vedere la stessa responsabilità e la stessa attenzione da parte del governo». Dal Collegio romano fanno sapere che l'attenzione per le vertenze dei lavoratori è massima, «ma stiamo lavorando a molte emergenze insieme, il Maggio fiorentino, le fondazioni liriche in difficoltà estrema, troveremo il tempo per tutto». Poi in mattinata è lo stesso ministro, a margine di una conferenza stampa sulle urne etrusche recuperare dai carabinieri della tutela del patrimonio culturale, a confermare, «sto cercando di fare di tutto per incontrare al più presto i sindacati». E infatti in serata arriva la conferma: «Abbiamo provato a vederli venerdì ma sono impegnati in giro per l'Italia per gli appuntamenti sindacali». Rassicurazioni che non convincono i confederati, Chiaramonte, Paolo Bonomo Cisl e Sandro Colombi Uil precisano in una nota: «Una convocazione tempestiva avrebbe potuto evitare ulteriori disagi ai cittadini e creare i presupposti per affrontare con serietà un problema grave per l'immagine del paese. L'impressione è che le organizzazioni sindacali siano tra i pochi soggetti ad aver compreso il livello di allarme. Il nostro sistema culturale è al collasso, nonostante sia il primo settore su cui dovremmo investire per contrastare la crisi. Noi non vogliamo creare disagio, ma migliorare la fruizione del nostro patrimonio culturale». Maria Rosaria Spadaccino 28 giugno 2013 12:07
ROMA-Il Colosseo resta aperto, ma è ormai braccio di ferro tra i sindacati e il ministro
I lavoratori dei beni culturali, sindacati, hanno deciso di escludere l'Anfiteatro Flavio dalla protesta di venerdì. Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Massimo Bray, ha sbloccato i fondi per pagare gli arretrati degli stipendi risalenti allo scorso gennaio, ma ha rimandato l'incontro con i sindacati all'8 luglio. I sindacati hanno deciso di escludere il Colosseo dalla mobilitazione, dopo i disagi causati ai turisti dall'iniziativa di una sigla. Il ministro ha confermato di essere impegnato in giro per l'Italia per gli appuntamenti sindacali, ma le rassicurazioni non convincono i confederati.
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