Il progetto del nuovo museo del Castello, impreziosito dalle maioliche medievali rinvenute sul tetto dell'abside di Sant'Antimo sopra i Canali e dalle teste delle fonti di Marina, diventa realtà sabato 13 luglio alle 18 con l'apertura del museo completamente rinnovato, che si chiamerà Museo del Castello e delle ceramiche medievali. «Con questo nuovo allestimento dice una nota del Comune il Castello racconterà la storia della Piombino medievale, attraverso un nastro rosso su cui si distendono ricostruzioni, testi, reperti, dispositivi interattivi, immagini, video e suoni. Saranno così comprensibili i risultati di scavo archeologico della volta dell'abside della chiesa di Sant'Antimo sopra i Canali che hanno messo in luce oltre seicento esemplari di ceramiche medievali». Il progetto, curato da Giovanna Bianchi dell'università di Siena, dipartimento di archeologia e storia delle arti in collaborazione con i progettisti Giuseppe Bartolini e Simonetta Fiamminghi, si basa su una rilettura complessiva del precedente Museo del Castello e della città. Al suo interno, articolato in tre livelli e in tre diversi percorsi espositivi, si snoderanno il Museo del Castello al piano terra, la mostra permanente delle ceramiche di Sant'Antimo al primo piano, il museo della storia della città sulla formazione e sullo sviluppo di Piombino dall'epoca medievale fino all'età moderna al secondo piano. La cronologia delle ceramiche esposte, compresa nella prima metà del XIII secolo, la loro provenienza e tipologia (maioliche arcaiche di produzione pisana, ceramiche prodotte a Savona, ceramiche di importazione da varie parti del Mediterraneo) rendono questo uno dei ritrovamenti più importanti a livello nazionale nel campo dello studio della ceramica medievale. In occasione del restauro della chiesa furono inoltre rimossi dalla torre campanaria i bacini ceramici apposti come originaria decorazione architettonica, anch'essi testimonianza, nel XIII secolo, di una circolazione di prodotti ceramici relativa a più contesti del Mediterraneo. I successivi studi di tali reperti e della stessa chiesa, hanno evidenziato come le vicende della chiesa di Sant'Antimo sopra i Canali e delle sue ceramiche fossero collegate alla storia di Piombino nella prima metà del 1200. Negli anni passati anche un altro monumento importante della Piombino medievale, come la Fonte ai Canali, è stato sottoposto a restauro e, in quell'occasione, per decisione della Soprintendenza ai beni artistici, sono state rimosse le teste zoomorfe della fonte da cui scaturisce l'acqua. Le teste, restaurate da Luca Giannitrapani su incarico della Soprintendenza stessa, troveranno la loro giusta collocazione in questo nuovo percorso museale.