PISA Salvate la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. Questo il grido d'allarme che il Club Unesco di Pisa lancia al ministro dei Beni culturali Massimo Bray, con una lettera della presidente Franca Vitale Fascetti. La Chiesa, che risale all'anno Mille ed era il primo duomo di Pisa, è transennata e inagibile dal gennaio 2012 e rischia seriamente di sprofondare per il cedimento del terreno. Il Tirreno aveva lanciato l'allarme in un articolo lo scorso 20 maggio e adesso qualcosa inizia a muoversi. «Non solo essa versa in estremo pericolo di degrado, in quanto minata da "cedimenti" fin dalle sue fondamenta - scrive la presidente del Club Unesco nella lettara indirizzata anche alla Soprintendenza oltre che al ministro dei Beni culturali - ma ciò che è anche il peggiore dei mali, non fruisce di adeguati finanziamenti per il restauro». L'appello è stato lanciato a Roma il 6 giugno per concludere la presentazione del libro: "La cultura del Patrimonio Unesco (1945-2012)" scritto dalla stessa Vitale Fascetti. Un evento in cui era presente la Commissione nazionale italiana per l'Unesco e che si è rivelato un'ottima occasione per segnalare il problema. Alla lettera è stata allegata una minuziosa analisi dello stato attuale della chiesa, redatta dall'ingegnere Claudio Barandoni. Per il recupero della chiesa, capolavoro del romanico pisano, sono già stati spesi 400 mila euro della Curia e della parrocchia per una prima sistemazione. Ma si stima che occorrano circa 2 milioni di euro per realizzare gli interventi necessari a metterla in sicurezza. Ora si attende una risposta del ministro. (m.g.)
PISA - Appello al ministro Bray: salvate S. Paolo a Ripa d'Arno
Il Club Unesco di Pisa ha lanciato un allarme per la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, che risale all'anno Mille e rischia di sprofondare a causa del cedimento del terreno. La chiesa è stata transennata e inagibile dal gennaio 2012 e non fruisce di adeguati finanziamenti per il restauro. Il Club Unesco ha inviato una lettera al ministro dei Beni culturali Massimo Bray richiedendo aiuti per il recupero della chiesa. La chiesa ha già ricevuto 400 mila euro per una prima sistemazione, ma si stima che occorrano altri 2 milioni di euro per realizzare gli interventi necessari.
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