CAOS attorno a Porta Nuova, sequestrata e vietata da ieri al passaggio di auto e pedoni. Sul destino dello storico monumento, oltre all' incuria e all' abbandono, pesa anche un rimpallo di responsabilità, a cominciare dall' individuazione dei proprietari. Intanto a pagarne le spese sono i residenti della zona, gli studenti dell' Ateneo di viale della Scienze e tanti turisti e cittadini che ieri davanti al monumento transennato su entrambi i lati sono rimasti senza parole. E mentre Porta Nuova cade a pezzi, ai Quattro Canti, la fontana che ospita le statue di Filippo IV e Santa Oliva, è stata transennata dopo che un calcinaccio venerdì mattina ha colpito un passante, ferendolo lievemente. Ieri, appena i vigili hanno chiuso l' area a trenta metri da Porta Nuova e hanno esposto i cartelli "Attenzione pericolo crolli" è stato il caos. Non solo gli automobilisti, ma anche i pedoni sono stati costrettia fare un giro enorme per raggiungere corso Vittorio Emanuele da piazza Indipendenza e viceversa. «Da qui non si passa? - chiede un passante stupito ai vigili - E come faccio? Ho l' auto dall' altra parte, è assurdo». Ad aiutare i vigili urbani nella gestione del traffico deviato per evitare il passaggio sotto la porta, c' erano anche alcuni uomini dell' esercito che hanno in gestione il bene. È stata una lotta per tutta la giornata: appena vigili ed esercito si allontanavano, la gente tentava di staccare il nastro bianco e rosso a proprio rischio e pericolo. E qualcuno è riuscito a farla franca. «Dal 2008 - dicono dal Comando militare dell' esercito - segnaliamo lo stato in cui versa il bene. Adesso stiamo stilando un progetto per la messa in sicurezza con fondi del ministero della Difesa e garantire così almeno il ripristino della circolazione. Ma deve essere sempre la Soprintendenza ai Beni culturali a dare lo star bene». Da parte sua la Soprintendenza sta cercando centomila euro fra le pieghe del bilancio e l' aiuto di alcuni imprenditori privati per procedere con il restauro dei parapetti delle terrazze. A monte, però, rimane il contenzioso non ancora sfociato in azione giudiziaria fra demanio dello Stato e Regione che sarebbe pronta a farsi avanti qualora si chiarisse che l' area di Porta Nuovaè sotto la sua responsabilità come il resto di Palazzo dei Normanni. Il bene del demanio dello Stato, infatti, è affidato da tempo al comando militare dell' esercito. Ma tre anni fa, in base a un decreto legislativo, tutta l' area è passata alla Regione. Tranne Porta Nuova, appendice del palazzo, rimasta di fatto nella disponibilità dello Stato e gestita dall' Esercito che, però, non la utilizza in alcun modo. Nelle stesse condizioni c' è anche l' area dell' osservatorio astronomico di Torre Pisana e la stessa Cappella Palatina: beni difficili da inquadrare giuridicamente dal punto di vista della proprietà. Stamattina il sindaco Leoluca Orlando, ha convocato a palazzo Galletti una riunione con tutte le parti per affrontare il caso della chiusura della Porta. Domani, invece, sarà restaurata dagli uffici del Centro storico del Comune di concerto con la Soprintendenza, la fontana dei Quattro Canti. In occasione dell' intervento della ditta 2G Costruzioni di Messina che ha l' appalto per il recupero di Beni monumentali, saranno controllate le condizioni delle altre tre fontane, mentre le parti cadute saranno esaminate per capire l' entità del danno. Solo se necessario, il nucleo Tutela patrimonio artistico dei vigili urbani, metterà la fontana sotto sequestro. «Non si tratta di un danno strutturale - dice Agata Bazzi, assessore comunale al Centro storico - Al momento non c' è alcun rischio crollo. Su Porta Nuova, invece, andremo avanti per esaminare bene la situazione».
SICILIA - Chiude Porta Nuova e scoppia il caos
La Porta Nuova di Palermo è stata chiusa al passaggio di auto e pedoni a causa di un crollo di una parte del monumento. La struttura è stata transennata e i vigili urbani hanno chiuso l'area a trenta metri da Porta Nuova. I residenti della zona, gli studenti dell'Ateneo di viale della Scienze e i turisti sono stati costretti a fare un giro enorme per raggiungere corso Vittorio Emanuele. La Soprintendenza ai Beni culturali sta cercando centomila euro per procedere con il restauro dei parapetti delle terrazze. Il contenzioso tra demanio dello Stato e Regione è ancora aperto.
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