CASTELLI, musei, siti archeologici, biblioteche, archivi nazionali e uffici della soprintendenza. Saranno tutti chiusi domani in Puglia dalle 11 e 30 alle 13 e 30. Solo poche ore, ma necessarie per lanciare un segnale forte sullo stato di abbandono dei beni culturali. I disagi per i visitatori saranno inevitabili, perché quasi tutti i simboli culturali della Puglia hanno aderito alla mobilitazione nazionale organizzata dai sindacati: dalla cittadella della cultura al castello di Bari, dal museo nazionale di Taranto agli scavi di Egnatia, da Canne della Battaglia a Lecce fino a Castel del Monte, Canosa, Barletta, castello di Trani e Gioia del Colle. «In Puglia ormai il settore è allo stremo - dice Matteo Scagliarini, coordinatore regionale per i beni culturali della Cgil- per questo abbiamo aderito alla mobilitazione nazionale nel corso della quale organizzeremo assemblee dei lavoratori in castelli, musei e biblioteche che hanno aderito alla protesta». Due le assemblee previste a Bari, tra cittadella della cultura e castello svevo: «Discuteremo dei problemi che attanagliano il settore alle prese con un degrado insostenibile». La cittadella della cultura di Bariè un simbolo forte di questo degrado. All' interno delle mura bianche dell' ex macello comunale che ora ospita l' archivio di Stato e la biblioteca nazionale, dall' inizio dell' estate la situazione per utenti e personale è particolarmente difficile. Dei quattro condizionatori presenti nella struttura, ne funziona solo unoa intermittenza: «Il caldo all' interno è insopportabile, soprattutto nella sala lettura ricoperta da una grande vetrata» dice ancora Scagliarini. Non a caso qualche giorno fa la direzione della biblioteca ha diffuso un avviso ai visitatori con cui si comunica che la sala lettura principale resterà chiusa «fino a quando non saranno ripristinate condizioni climatiche adeguate». Quello che dovrebbe essere uno dei più importanti poli culturali della città è privo di connessione ad internet. La manutenzione è praticamente inesistente. Le spese di funzionamento della struttura si sono ridotte del 25 per cento, mentre le spese per acquisto dei libri sono passate dai 150mila del 2011 ai 35mila euro di quest' anno. Il personale si è più che dimezzato fino alle attuali 3 unità. Non va meglio nel vicino archivio di Stato dove l' ultima assunzione è stata fatta nel 1979: «Qui si è passati da 80 a 50 unità - dice Massimo De Giorgi della Fp Cisl regionale - si tappano i buchi con gli stagisti». In cattive acque anche il settore archeologico pugliese passato da 320 a 200 dipendenti in 5 anni. «Gli scavi in Puglia sono fermi da anni - dice ancora De Giorgi - mentre l' area archeologica di Siponto, colonia romana vicina a Manfredonia, è chiusa da due anni perché manca il personale di custodia. È la nostra piccola Pompei». Le carenze e i disagi in castelli e siti archeologici pugliesi assomigliano a un bollettino di guerra. La Soprintendenza ai beni architettonici di Bari, Bat e Foggia che gestisce Castel del Monte e i castelli di Bari e Trani nel 2012 ha avuto a disposizione solo 150mila euro a fronte delle 400mila euro necessarie per garantire tutte le spese di manutenzione ed evitare il taglio della luce, come si rischiò lo scorso anno al castello di Trani. A Canne della Battaglia, uno dei siti archeologici di maggiore estensione della Puglia, ci sono solo due custodi a garantire sicurezza e accoglienza dei visitatori. Stessi disagi al museo Iatta di Ruvo. «Eppure - dice Franca Esposito della Uil Puglia - soltanto nella biblioteca nazionale di Bari nel 2012 ci sono stati 25mila accessi. Quest' anno ci sono 80 visitatori al giorno. Ma se capita un guasto improvviso non sappiamo dove reperire i fondi». Una carenza che non risparmia neanche i libri. Da due anni non ci sono più soldi per il restauro dei 500mila volumi antichi della biblioteca.