(o. l.) UNA memoria difensiva che l' avvocato Gerardo Marotta ha controllato e corretto rigo per rigo. «Quei libri - spiega il presidente dell' Istituto italiano per gli studi filosofici - non possono essere venduti all' asta. Dico di più. Secondo noi non potrebbero neppure essere pignorati. Parlo di un diritto garantito dalla Costituzione e dal codice civile». La prima edizione italiana dell' Encyclopedie di Denis Diderot e JeanBaptiste Le Rond d' Alembert, data alle stampe nella Repubblica di Lucca dal 1758. E un' intera collezione, datata un secolo fa, del settimanale satirico tedesco "Simplicissimus", un periodico che fu pubblicato dal 1896 al 1944. Sono alcuni dei preziosi testi pignorati dal proprietario di un deposito in via Monte di Dio in cui sono raccolti i volumi e il cui fitto non è stato pagato da alcuni anni. Uno dei tanti depositi per i quali il prestigioso Istituto di Gerardo Marotta non riesce più a versare il canone mensile. Non si tratta di un caso isolato, ma in altri precedenti episodi di morosità i proprietari si erano limitati allo sfratto. Questa volta, invece, è scattato il pignoramento con il rischio della vendita all' asta di volumi, per un valore presunto di trentamila euro, che rappresentano il tesoro dell' Istituto italiano per gli studi filosofici. «Ma quei libri - accusa Marotta- non sono pignorabili in base alla Costituzione e agli articoli 822 e seguenti del codice civile». Articolo 822 in cui è scritto che "appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico" tra l' altro anche "gli immobili riconosciuti d' interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche". E l' articolo seguente: " I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi". Questo è scritto nella memoria difensiva consegnata da Marotta all' ufficiale giudiziario che ha disposto il pignoramento dei preziosi volumi. Tra sfratti e pignoramenti, la realtà è comunque di un Istituto in enormi difficoltà. Queste le cifre: una Biblioteca di oltre 350 mila volumi e un debito di 470 mila euro nei confronti dei diversi proprietari di appartamenti in cui sono conservati da molti anni i libri. Un "buco" che tocca i tredici milioni calcolando il funzionamento dell' intero Istituto di via Monte di Dio. Una Biblioteca, raccolta da Marotta e dal direttore Antonio Gargano in mezzo secolo di ricerche presso antiquari e fondi librari d' Europa, che costituisce il nucleo fondamentale dell' Istituto di Palazzo Serra di Cassano. Sabato scorso il ministro per i Beni culturali Massimo Bray ha garantito un intervento del governo. Solidarietà all' Istituto è arrivata anche dal console francese Christian Thimonier e da numerose istituzioni culturali d' Oltralpe, paese che ha riconosciuto anni fa a Marotta la Legione d' onore.
NAPOLI - Marotta scende in trincea Nessuna asta sui miei libri
L'Istituto italiano per gli studi filosofici ha avuto un deposito pignorato per il fitto non pagato dei preziosi testi. Il deposito era in via Monte di Dio e conteneva libri di valore, tra cui la prima edizione dell'Encyclopedie di Diderot e D'Alembert e una collezione del settimanale satirico tedesco "Simplicissimus". L'avvocato Gerardo Marotta ha controllato e corretto la memoria difensiva dell'Istituto e ha affermato che quei libri non possono essere pignorati in base alla Costituzione e al codice civile.
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