IL SINDACO sogna una città museo. Con i palazzi affrescati dagli street artist per colmare il vuoto dei musei, d' arte antica o contemporanea fa lo stesso. È forse l' ultimo atto per lasciare un segno sulla città dei dieci anni da record di sindaco. Un sogno bello e soprattutto possibile in tempi di spending review e patti di stabilità. A costo zero per le casse comunali o quasi (per ora qualche migliaio di euro da elargire ai consiglieri che si sono riuniti nelle varie commissioni e in assemblea per litigare sui murales). L' opposizione che in questi nove anni ha bisbigliato sull' operato del sindaco, ha improvvisamente alzato la voce per censurare l' operazione murales, in particolare l' affresco zebrato sul palazzo dell' Economia, forse l' unica forzatura di un progetto che sta dando visibilità a ruderi come l' ex caserma Rossani e presto l' area della Fibronit e parco Perotti. Un' operazione, quella del centrodestra, orchestrata con la burocrazia e la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici come alleate. Quest' ultima ha già in piedi diverse controversie con l' amministrazione per l' interpretazione delle norme sull' arredo urbano (dai gazebo ai tavolini), il restyling di via Argiro e i vincoli paesaggistici su tutte le abitazioni di Bari vecchia, Murat, Libertà e San Nicola dove ottenere un permesso per ristrutturare casa è quasi impossibile ma si transige sugli infissi e le verande in anticorodal con il corollario di parabole, antenne e condizionatori che ogni giorno spuntano abusivamente. È paradossale la freddezza fra due enti pubblici, Soprintendenza e Comune, che dovrebbero dialogare per fare bella la città e invece si parlano con le raccomandate. Nel caso specifico, non stiamo parlando di vandali dello spray. La street art ha fatto la fortuna di molte città a partire dagli anni ' 80 con i capolavori a New York dei celebri Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, fino alle incursioni contemporanee dell' inglese Banksy che ogni sindaco di buon senso sognerebbe per la sua città. Emiliano si augura che i murales che stanno sorgendo a Bari da temporanei (vita prevista 120 giorni) diventino definitivi e che altre opere tappezzino la città, soprattutto le periferie degradate, da sempre preferite dai writer. A costo zero o sponsorizzate da banche e imprese private. Un bel sogno, purché si decida a dialogare con il soprintendente.