Italia Nostra - Napoli IL dibattito in corso sul problema del condono edilizio- tema primario proclamato del programma su cui il Pdl campano ha vinto le ultime elezioni politiche in Campania- richiede una succinta sintesi della vicenda, visto che ormai il "morbo" della sanatoria degli abusi si è propagato in ambienti tecnici e parlamentari non solo del Pd campano, ma altresì del Movimento 5 Stelle. Infatti anche il senatore Maurizio Buccarella si è dichiarato favorevole alla riapertura dei termini del condono 2003 in Campania. Quest' ultima posizione in particolare non ha suscitato commenti pur rivestendo quanto meno il carattere della novità politica. Dobbiamo dare atto però che il Pd aveva contrastato egregiamente la legge regionale, legata al nome dell' ex assessore all' urbanistica Taglialatela: una "tagliavincoli", che provvedeva alla eliminazione dei vincoli esistenti in aree pregiate regionali specialmente della costiera sorrentino-amalfitana: legge arenatasi per il fermo contrasto del Pd, e dopo il "sofferto" abbandono di Taglialatela dell' assessorato perché incompatibile con il mandato parlamentare. Contro quella legge, promossa dalla destra, si sono espressi diversi urbanisti. Non si è registrata invece la stessa mobilitazione quando la reiterata proposta di condono edilizio è stata "abbracciata" da alcuni parlamentari e dirigenti del Pd con il supporto di tecnici qualificati di partito: gli stessi che si sono espressi a volte, anche se cautamente, contro il "vincolismo" del Piano regolatore approvato nel 2004 dal Comune di Napoli. Del resto è una "scuola di pensiero" che discende "per li rami" dai programmi degli urbanisti Pci, promotori nel 1986 del "Regno del Possibile". Si è espresso senza fronzoli solo Giuseppe Guida ("Repubblica" 21 giugno) contro i "Piani di recupero" previsti dalla legge, che minaccia sanzionie pene severe, l' acquisizione pubblica degli immobili (mai avvenuta, benché prevista dalle leggi vigenti) e persino lo scioglimento dei Comuni inadempienti (alcuni amministratori comunali sono sostenitori di questo provvedimento legislativo con cui riuscirebbero finalmente a bloccare le demolizioni, e con la successiva inadempienza si liberebbero dalle responsabilità amministrative). Che taluni ex sindaci, guarda caso,e parlamentari Pd di nuova generazione ci siano cascati (ma non i Casson, i Lumia) era scontato, ma non ce lo saremmo atteso dagli esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno solo l' attenuante della scarsa esperienza politica. Uno di essi, Angelo Tafaro, è membro della commissione parlamentare Ambiente, presieduta dal Pd Realacci, che ha presentato la legge Ac70, definita da Salvatore Settis «una vera e propria privatizzazione della pianificazione territoriale». Poi, per la Campania, i 5 Stelle si dichiarano contrari al condono, ma propongono un disegno di legge imperniato sul «ravvedimento» (!), per cui le «prime case di necessità verrebbero salvate dall' abbattimento accordandosi con il proprietario, che nell' arco di un anno dovrà realizzare interventi che non solo rispettino i criteri estetici e paesaggistici, ma rendano l' abitazione sanata a impatto zero sull' ambiente». Come si fa a non comprendere che l' impatto zero sull' ambiente si può ottenere solo con la demolizione, perciò comminata dalle sentenze giudiziarie definitive che si vogliono bloccare? Speriamo piuttosto nel ravvedimento dei 5 Stelle. I tecnici Pd a loro volta ripropongono i Piani di risanamento da parte dei Comuni, già inadempienti perché tali Piani sono già previsti dall' articolo 29 della legge 4785; e ancora più inadempiente la Regione che per la citata legge era ed è obbligata a commissariare i Comuni stessi. Comunque segnaliamo ai 5 Stelle il Rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente, in cui la Campania figura capolista nella classifica dei crimini ambientali: aree cementificate con centinaia di ville, interi villaggi abusivi, fino ai 1.400 alloggi di Orta di Atella, sequestrati dalla magistratura, a cui il Pdl voleva sottrarre anche i poteri delle demolizioni da trasferire alle prefetture. Sappiano inoltre i 5 Stelle che in Campania al termine parco da tempo non è più abbinato l' aggettivo "verde", ma quello "immobiliare". Vogliono veramente riuscire a porre termine al fenomeno dell' abusivismo edilizio? Impongano una legge con un solo articolo che contempli il principio, anni orsono proposto dal docente di diritto urbanistico Guido D'Angelo, che nessun partito ha voluto prendere in considerazione (se viene tirato in ballo da qualcuno è solo come specchietto per le allodole): l' intrasmissibilità delle opere edilizie costruite illegalmente.