Concerto della Sinfonica in piazza. L'Ast verso lo sciopero IL CONCERTO di protesta davanti al teatro Politeama apre la strada al corteo che porta i lavoratori fino al Biondo, in assemblea permanente ormai da una settimana. In mezzo, anche una fermata al Massimo, dove al momento non è in atto alcuna vertenza: «Lì abbiamo raggiunto un accordo sofferto, ma di prospettiva. Negli altri teatri, invece, non hanno ancora approvato i bilanci, e i lavoratori sono senza stipendio da due mesi spiega Maurizio Rosso, della Slc Cgil In media, i tagli sono stati del 30 per cento. Ma qui mancano programmazione, organizzazione del lavoro e certezze sul futuro: il Biondo ha perso 8 mila abbonati, e ancora non esiste un cartellone per l'anno prossimo». Un allarme, quello sui teatri, che è solo l'ultimo di un elenco che sembra non ridursi mai. Dai palchi alle officine, passando per musei e trasporti, l'estate delle vertenze regionali si annuncia caldissima. «È una situazione complicata, la crisi continua a mordere e le soluzioni risultano spesso lontane dalle reali necessità», dice il segretario regionale della Cgil, Michele Pagliaro. Una preoccupazione condivisa con Cisl e Uil, ma non solo. Perché sul piede di guerra sono un po' tutti, in queste settimane in cui al pettine arriva anche il nodo dolente degli ammortizzatori sociali. La protesta è giunta ieri mattina davanti alla prefettura di Palermo, dove i lavoratori che attendono la mobilità in deroga hanno chiesto di estendere l'accordo quadro del febbraio scorso a quelli rimasti esclusi. C'era l'indotto di Fiat e Fincantieri, del comparto orafo-argentiero e delle concessionarie d'auto. Nel mirino dei sindacati ci sono il governatore, Rosario Crocetta, e l'assessore al Lavoro, Ester Bonafede: «Nonostante le promesse, ancora non ci convocano». Una partita, quella degli ammortizzatori sociali, che coinvolge anche i dipendenti della Gesip: ieri l'assessore comunale alle Aziende partecipate, Cesare Lapiana, ha chiesto rassicurazioni a Palazzo d'Orleans sul mantenimento degli impegni. In difficoltà anche il settore dei trasporti. L'8 luglio prossimo Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero dell'Ast, i cui lavoratori sono senza stipendio da tre mesi e proseguono l'assemblea permanente nella sede di via Caduti senza croce. «L'azienda ha perso oltre il 40 per cento dell'utenza, e più di mille abbonamenti denunciano i sindacati serve un piano strategico e invece la Regione sta perdendo tempo». E non è l'unica partecipata in crisi: resta aperta la vertenza della Megaservice di Trapani, in cui sono una trentina i lavoratori senza retribuzione né ammortizzatori sociali. Sempre più agitate sono anche le acque dei Beni culturali. Due giorni fa un centinaio di lavoratori addetti ai servizi museali aggiuntivi delle società Novamusa, Luoghi dell'Arcadia e Federico Musei, in mobilità dopo la revoca dell'affidamento alle società per le quali lavoravano, dopo il mancato incontro con l'assessore Mariarita Sgarlata hanno minacciato di occupare la sede di via delle Croci: «Una difficoltà di interlocuzione con il governo regionale che rischia di pesare molto», riflette Pagliaro. «Le intenzioni del governo possono essere condivisibili, ma la capacità di realizzazione finora non è stata all'altezza», dice il segretario regionale della Uil, Claudio Barone. Sotto accusa c'è soprattutto la mancanza di programmazione. «La cassa integrazione della Fiat si può prorogare solo con un piano industriale, che continua a non esistere», accusa Maurizio Bernava, segretario regionale della Cisl. Che insiste: «Sulla Fincantieri c'è il silenzio totale, come sulla Keller. È su questo che deve cimentarsi Crocetta».