I sindacati a Bray: per noi stesso rischio del Maggio Fiorentino SI CONFIDAVA, infatti, che la gravità del quadro in cui si sta muovendo il teatro servisse almeno da traino per individuare una rapida soluzione, rispettosa dei diritti dei dipendenti e tale da garantire continuità operativa al Carlo Felice. Nemmeno questa volta è andata così. Ci si riproverà comunque lunedì, nella speranza di trovare una "bozza di accordo" da sottoporre poi all'assemblea dei dipendenti cui spetta l'ultima parola. La richiesta della Fondazione resta quella di avviare contratti di solidarietà al 50. L'unica nota positiva è che ieri sono arrivate garanzie sul pagamento dello stipendio, che verrà liquidato entro il 10 luglio, cosa che ha permesso al Teatro di incassare la disponibilità dei musicisti a partecipare al Festival di Spoleto. Anche il sindaco Marco Doria, intervenendo a una trasmissione su Primocanale, aveva sottolineato la fragilità di un sistema che ormai non sembra più in grado di stare in piedi. «Servono nuove norme, nuovi criteri di ripartizione del Fus, una rivisitazione dei rapporti di lavoro, una riduzione sensata in prospettiva del personale fisso spiega L'auspicio è trovare l'accordo azienda-sindacati che prevede l'uso dei contratti di solidarietà per ridurre il costo del lavoro, una condizione necessaria per tenere in piedi il teatro, e per avviare delle azioni di risanamento in prospettiva. Non è solo il Carlo Felice in difficoltà, sono numerosi teatri lirici in Italia, servono costi fissi un po' meno pesanti». Anche il Pd è in campo sul salvataggio delle fondazioni liriche. «La prima misura a cui si sta lavorando è l'erogazione di un anticipo del Fus sulla quota relativa all'anno in corso che consenta di superare gli attuali problemi di liquidità. L'intenzione è quella di affrontare il problema delle fondazioni lirico-sinfoniche in termini complessivi» dichiara Mara Carocci, deputata genovese del Pd e membro della Commissione Cultura alla Camera. Nel frattempo, però, i sindacati non restano fermi e chiedono direttamente al ministro dei Beni Culturali Massimo Bray di occuparsi della situazione del Carlo Felice, non meno drammatica di quella del "Maggio Fiorentino", anche se di non uguale impatto mediatico. Lo spettro, scrivono in una lettera, è addirittura quello della chiusura o comunque della liquidazione coatta amministrativa. «L'interesse che lei, fin dal suo insediamento, ha manifestato rispetto alla condizione di sofferenza che affligge il sistema delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane segno di sincera considerazione verso un settore ricco di valori professionali, artistici e storici da cui la nostra identità culturale non può permettersi di prescindere ci incoraggia a rivolgerci a lei con fiducia per richiamare la sua attenzione sulla situazione in cui la funzione e la sopravvivenza stessa dei nostri Teatri vengono messe a repentaglio da gravissime criticità economiche, finanziarie e gestionali spiegano nella lettera i segretari Slc-Cgil Pastorino, Fistel-Cisl Grillo, Uilcom-Uil Parodi, Fials-Cisal Lo Gerfo e Snater-Usb Del Regno E' il caso, a tutti noto e da tutti giustamente stigmatizzato, di un'Istituzione gloriosa quale il Maggio Musicale Fiorentino, ed è il caso del nostro Teatro il Carlo Felice di Genova che si trova oggi di fronte al rischio, tutt'altro che remoto, della chiusura o della liquidazione coatta amministrativa, e ai cui Lavoratori malgrado i sacrifici già sostenuti in questi anni con gli ammortizzatori sociali, e a dispetto di un organico particolarmente esiguo viene esplicitamente richiesto di assumersi il carico, per loro insostenibile, di un ipotetico risanamento del quale, peraltro, nessuno degli organismi preposti ha ancora saputo indicare la strada». Sono i (drammatici) presupposti all'appello diretto al titolare del dicastero dei Beni Culturali. «Restiamo fermamente convinti che la crisi del nostro settore potrà essere adeguatamente affrontata soltanto attraverso un generale mutamento negli indirizzi di politica culturale a livello nazionale si chiude la lettera ci permettiamo tuttavia, alla luce di quanto le abbiamo esposto, di invocare oggi un suo intervento mirato, deciso e tempestivo che di tale crisi possa scongiurare l'esito rapido ed infausto che si profila all'orizzonte tanto del Maggio Musicale Fiorentino quanto del Teatro Carlo Felice di Genova». (massimo minella)
LIGURIA - Carlo Felice, un altro nulla di fatto lettera al ministro: "Salvi il Teatro"
Riassunto in 200 parole:
I sindacati del Teatro Carlo Felice di Genova hanno espresso preoccupazione per la situazione del teatro, che rischia di essere chiuso o liquidato coattivamente. I sindacati chiedono un intervento del ministro dei Beni Culturali Massimo Bray per affrontare la crisi del settore. La Fondazione del teatro ha richiesto contratti di solidarietà al 50% per ridurre i costi del lavoro. Il sindaco Marco Doria ha sottolineato la fragilità del sistema teatrale italiano. Il Pd ha iniziato a lavorare su una misura per erogare un anticipo del Fus sulla quota relativa all'anno in corso. I sindacati chiedono un intervento tempestivo per evitare la chiusura o la liquidazione del teatro.
Artista / Persona
Bene culturale
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