Un pomeriggio per parlare di strategie di internazionalizzazione, di approccio ai mercati, ma anche di contrattualistica e dei rischi dell'export, di cash management e trade finance. Così il mondo universitario si unisce a quello bancario per sostenere le aziende toscane nella sfida più importante, quella del confronto con i mercati esteri. Si è tenuto nel Palazzo dei Cavalieri di S. Stefano in piazza dei Cavalieri un focus sull'internazionalizzazione d'impresa organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza in collaborazione con UniCredit. La sessione, a cui hanno partecipato i 26 iscritti al master più 13 uditori esterni, ha avuto l'obiettivo di fornire ai partecipanti alla X edizione del Master "Giurista dell'economia e manager pubblico", diretto dal prof. Antonio Marcello Calamia, una prima conoscenza di base degli strumenti e delle metodologie per percorrere le strade dell'export in modo efficace e competitivo. Coordinatrice del Master la dottoressa Claudia Salvadori. PISA Una Fondazione Packard con sede in Italia, a Pisa. Pronta ad investimenti a sostegno di settori quali l'archeologia, la musica e il cinema. Trattandosi proprio di quel Packard, il colosso dell'informatica Hp, le finanze non mancano. Uno sbarco del genere aprirebbe prospettive di grandissimo interesse e per Pisa sarebbe un autentico colpaccio. La notizia è stata lanciata ieri sul sito internet de Il Sole 24 Ore. L'idea sarebbe quella di replicare a Pisa il modello del Packard Humanities Institute (Phi), fondazione non profit con sede a Los Altos (California). Pisa sarebbe la base per una serie di iniziative che coinvolgerebbero tutta l'Italia, dove esiste un patrimonio culturale di valore mondiale con la particolarità di avere molte realtà a rischio. Proprio nei giorni scorsi avevamo dato spazio all'Sos lanciato dall'Associazione degli Amici dei Musei che elencavano monumenti e chiese locali bisognose di (costosi) interventi. A dirigere l'operazione sarebbe il filantropo statunitense David W. Packard, figlio del co-fondatore dell'Hp. L'indiscrezione arriva, secondo Il Sole 24 Ore, dal ministero dei Beni culturali. E si fa riferimento a un incontro tenutosi il mese scorso a Roma tra i coniugi Packard e il segretario generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia. In quella circostanza i Packard avrebbero confermato l'intenzione di rafforzare la propria collaborazione con lo Stato italiano per i beni culturali. Ma perché Pisa? Il quotidiano economico sottolinea che «i coniugi americani hanno casa» proprio a «pochi chilometri da Pisa», a sua volta al centro di una regione, come la Toscana, con testimonianze artistiche e architettoniche che potrebbero essere destinatarie di interventi. Dunque, gli investimenti avrebbero ricadute anche locali. Si aggiunge anche che i tempi sarebbero abbastanza rapidi: un ente emanazione del Phi, con il compito di gestire e coordinare tutte le attività italiane di mecenatismo del magnate americano, sarebbe costituito già entro l'anno. Questo nuovo ente dovrebbe occuparsi di restauri archeologici e artistici, ma anche interventi di archivistica, trascrizioni musicali e restauri di pellicole cinematografiche antiche. Viene subito in mente il Museo delle navi antiche, progetto la cui conclusione potrebbe avere un'accelerazione decisiva. La Fondazione Packard da dieci anni è già attiva per il recupero degli scavi di Ercolano, dove ha permesso interventi di recupero per 16 milioni di euro; ad Ercolano ha ora in programma di realizzare un museo. «Sarebbe un'opportunità molto interessante - commenta il sindaco Marco Filippeschi -. Il Comune non è stato contattato, cercheremo subito di capirne di più e di attivarsi. Siamo sicuramente disponibili ad aprire un canale di collaborazione»