(l. p.) ILIBRI custoditi nelle biblioteche pubbliche, prestati senza che i cittadini debbano mettere mano al portafoglio per leggerli; musei, archivi, parchi archeologici, complessi monumentali restituiti a una nuova vita e non scatole vuote nonché costose quanto inservibili. Ancora: la collaborazione con la conferenza episcopale e con le autorità delle altre confessioni, perché tutti abbiamo la possibilità di ammirare opere artistiche di interesse religioso. L' assemblea regionale ieri approva all' unanimità la prima legge «in materia di beni culturali», che «non saranno più visti come patrimonio delle élite» spiega il vicepresidente della giunta Vendola, Angela Barbanente. Non accadeva da mai ed era «una vergogna». Ecco perché la musica cambia: i ventisei articoli cancellano in un colpo solo altre otto leggi, che da più di trent' anni a questa parte erano state collezionate in maniera disordinata e non riuscivano a trasformare questo "tesoretto" nel valore aggiunto per lo sviluppo della Puglia. Adesso le norme rivedute e corrette dovranno ovviamente, come racconta il presidente della sesta commissione consiliare (Politiche comunitarie) Francesco Ognissanti, «conservarlo e proteggerlo», ma allo stesso tempo «farlo conoscere» al grande pubblico. Sembra la scoperta dell' acqua calda, ma nessuno prima della Barbanente aveva voluto provare a fare un po' di ordine. Tutto ruoterà attorno all' istituzione della commissione per i beni culturali, un organismo consultivo i cui membri lavoreranno gratuitamente ed esprimeranno pareri a proposito dei progetti da squadernare sotto gli occhi di tutti, degli «accordi di valorizzazione» che dovranno essere siglati con gli enti locali e con i privati, degli «standard minimi di qualità dei servizi» all' interno dei «luoghi della cultura». Due componenti di questa commissione saranno nominati dall' esecutivo, uno dalla direzione per i beni culturali e paesaggistici, uno dall' Upi, uno dall' Anci, due dalle università pugliesi, due dalle associazioni professionali. Ogni tre anni si materializzerà il programma delle cose da fare, la cui gestione potrà essere affidata a cooperative giovanili o volontari. I consiglieri della maggioranza - i riformisti Romano e Mennea, il socialista Pastore, Laddomada della civica Puglia per Vendola - insieme con il moderato dell' Udc Negro, applaudono; quelli del Popolo della libertà tacciono, ma acconsentono
BARI - Beni culturali, sì alla legge sui tesori nascosti
L'assemblea regionale della Puglia ha approvato all'unanimità la prima legge in materia di beni culturali. La legge cancella otto leggi precedenti che erano state collettivamente raccolte e non riuscivano a trasformare il patrimonio culturale in valore aggiunto per lo sviluppo della regione. La legge introduce l'istituzione di una commissione per i beni culturali, un organismo consultivo i cui membri lavoreranno gratuitamente e esprimeranno pareri su progetti di valorizzazione dei beni culturali. La commissione sarà composta da membri nominati dall'esecutivo e da rappresentanti delle università, associazioni professionali e enti locali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo