ANCHE il Quirinale si interessa della difficile situazione del Maggio musicale. Ieri pomeriggio intorno alle 17.30 il Presidente della Repubblica ha convocato nel suo studio il sindaco Matteo Renzi e il ministro della Cultura Massimo Bray. Procedura singolare questa adottata da Giorgio Napolitano, sempre sensibile alla condizione della cultura e dello spettacolo in Italia, ultimamente però ancor più che in passato. Tanto che si deve al Presidente stesso l' inusuale richiesta del faccia a faccia con sindaco e ministro per aver notizie di prima mano su quel che sta succedendo al Teatro Comunale. La notizia dell' incontro, che Renzi aveva tentato di tenere riservata per tutta la giornata, è stata resa nota da un comunicato del Quirinale al termine del colloquio, durato circa un' ora. Nella prima parte si è parlato della situazione generale della cultura italiana. Il dossier Maggio ha occupato tutta la seconda mezz' ora. Renzi ha illustrato a Napolitano lo stato dei conti della fondazione, la sua attuale situazione gestionalee l' ipotesi di salvataggio prospettata dal commissario Francesco Bianchi che prevede, tra l' altro, un robusto taglio del personale. Bray, condividendo le preoccupazioni espresse dal sindaco, ha sottolineato come la grave situazione di crisi non riguardi comunque solo Firenze, ma la gran parte delle fondazioni lirico-sinfoniche, e che si rende pertanto necessario individuare misure e risorse indispensabili per garantire il futuro dell' intero settore. IL MAGGIO sarà all' attenzione del ministro anche domani, quando per mezzogiornoè fissato nel suo ufficio un incontro con Renzi, Bianchi e il presidente della Regione Enrico Rossi, che nei giorni scorsi lo aveva sollecitato. Quanto sia disordinata la situazione all' interno del Maggio lo conferma anche l' incidente diplomatico occorso alla dirigenza del teatro nei confronti del regista britannico Graham Vick. Lunedì, al termine della première del Macbeth di Verdi ospitato alla Pergola, alta tensione dietro le quinte tra lui e Bianchi. «Dai vertici del Maggio, durante queste prove, neppure un cenno di cortesia», l' accusa stizzita che Vick ha lanciato al commissario. Opera appena conclusa. Sipario abbassato tra i battimani del pubblico che hanno salutato tutto il cast radunatosi sul palcoscenico: i cantanti, il coro, l' intero staff tecnico che indossa le magliette nere con gli slogan a favore della salvezza del Maggio, il direttore d' orchestra James Conlon e Vick insieme ai suoi collaboratori. Mentre il pubblico sta sciamando dalla sala e il palco si svuota, al regista si avvicinano Bianchi e il suo direttore generale Alberto Triola. Gli portano le congratulazioni del Maggio, com' è consuetudine. Ma Vick replica risentito, seppur con flemma inglese: «Dei vostri complimenti non so che farmene. Non li accetto, perché nessuno di voi, nel corso dei tanti giorni di prove qui alla Pergola, siè mai degnato di farsi vivo». Dopodiché volta le spalle e se ne va senza attendere risposta. Triola resta di ghiaccio. Invece il commissario tenta di articolare una scusa. Farfuglia che lui si trova al Maggio quasi per caso, che neppure voleva il ruolo che gli è stato affidato ma che l' ha accettato per spirito di servizio, tuttavia pentendosi, visti i grattacapi che gli procura, e che comunque gestire le pubbliche relazioni con gli artisti non è materia di sua competenza. Fatto sta che Vick (ieri volato via da Firenze, direzione San Pietroburgo) stavolta si è sentito abbandonato da una fondazione che lui frequenta da tempo e per cui ha montato spettacoli memorabili, tra cui Tamerlano di Haendel alla Pergola diversi Maggi fa, quando sovrintendenti e direttori artistici erano usi coccolarlo da star qual è. Intanto, a proposito della direzione artistica, carica al momento vacante, nei corridoi di corso Italia circolano due nomi papabili: Gianni Tangucci, già in corso Italia dal 2002 al 2006 e oggi all' Arena di Verona, e il regista Daniele Abbado, figlio di Claudio, già alla guida della fondazione «I Teatri» di Reggio Emilia.
FIRENZE - Crisi Maggio Napolitano convoca il sindaco
Ieri pomeriggio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha convocato il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il ministro della Cultura Massimo Bray per discutere della situazione del Maggio musicale. La fondazione è in crisi finanziaria e il ministro ha espresso preoccupazioni per il futuro dell'intero settore. Il commissario Francesco Bianchi ha proposto un piano di salvataggio che prevede tagli del personale. Il regista Graham Vick ha avuto un incidente con il commissario durante le prove di Macbeth al Teatro Comunale. Vick ha rifiutato i complimenti del Maggio e ha accusato il commissario di non averlo "degnato di farsi vivo". Il commissario ha tentato di scusarsi, ma Vick è rimasto deluso.
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