Il caso Realizzate negli anni '90 dall'artista in giro per la Puglia. Domani l'inaugurazione nella galleria Devanna QUESTA mostra "non s'ha da fare". Non è un invito cortese, ma una vera e propria diffida quella inviata a nome dell'archivio Eredi Ghirri da Adele Ghirri, figlia del celebre fotografo emiliano Luigi Ghirri scomparso a soli 49 anni nel '92 e al sindaco del Comune di Bitonto Michele Abbaticchio. Un'intimazione cioè a non procedere con l'apertura della mostra "PassaggiPaesaggi Preview", prevista per domani alle 19 nella galleria nazionale "Girolamo e Rosario Devanna". Con l'avvallo della soprintendenza ai Beni storico artistici della Basilicata e della Puglia - affidata per ArtSob a due curatrici esordienti, Lara Carbonara e Lucrezia Naglieri la rassegna si proporrebbe di presentare una selezione iniziale di 28 foto, parte di un nucleo di cento circa scattate da Ghirri a Bitonto nel 1990 in occasione della Biennale di scultura "La pietra e i luoghi" curata da Anna D'Elia. All'epoca Ghirri, le cui opere hanno peraltro raggiunto quotazioni altissime, venne chiamato a documentare l'evento, e a conferma del suo amore per la Puglia realizzò anche altri scatti sul territorio, allora ufficialmente esposti. Piccolo particolare: per quel lavoro il compenso non fu mai erogato, nonostante i solleciti dell'autore prima e della vedova poi. Come se non bastasse, il prezioso patrimonio non venne più restituito dal Comune ai legittimi proprietari, ma trattenuto senza titolo e certificati di proprietà. A raccontare nei dettagli la storia è Anna D'Elia. «Negli ultimi anni abbiamo provato a sanare la situazione - spiega cercando di venire incontro all'amministrazione comunale. Una possibile donazione avrebbe dovuto però prevedere almeno il risarcimento dell'onorario non corrisposto e i costi dell'autentica. Un progetto di mostra era stato inoltre presentato da me e Gianni Leone alla Regione, che aveva deliberato un cofinanziamento con il Comune: ma questo per ben due volte l'ha lasciato scadere ». Si può immaginare dunque lo sconcerto nello scoprire che si era deciso di esporre le immagini senza permessi. Di qui la reazione degli eredi, che scrivono "non possiamo autorizzare l'uso del nome di Luigi Ghirri in una iniziativa che riteniamo essere lesiva nei confronti della nostra famiglia". Per poi concludere, vedremo presto con quali conseguenze: "Vi diffidiamo pertanto dal procedere con la Mostra e dall'utilizzo del nome di Luigi Ghirri in ogni tipo di manifestazione".