Da necropoli a depositi per il vino. Lorenzo Bacci, responsabile del cantiere di Diagnostica Archeologica del Complesso degli Ipogei di Terricciola, spiega così l'importanza di queste antiche opere: «Il complesso degli ipogei di Terricciola interessa tutto il sottosuolo del centro storico della Città del Vino, si presenta come un contesto sotterraneo notevolmente esteso, articolato e pluristratificato. E' suddiviso in quattro macro gruppi, dei quali quello A e B collocati in Via della Fonte e rappresentativi della straordinaria monumentalità e interesse storico-archeologico di tutto il complesso, che continua con il gruppo C collocato nell'area del percorso panoramico e il soprastante gruppo D che invece interessa quasi tutta la zona della pieve di San Donato Martire e dell'antico cassero tardo medievale della fortificazione di Terricciola. «La pluristratificazione storica prosegue Lorenzo Bacci che interessa il complesso fa sì che questo possa essere definito come un documento non scritto, di difficile lettura, ma che ha la capacità di gettare luce e prospettive inattese sull'avvicendarsi delle epoche storiche di questa parte di Toscana. Nato come estesa necropoli del periodo etrusco-ellenistico, da ricollegarsi allo sfruttamento capillare che Volterra intraprende sul proprio territorio con rinnovato vigore a partire proprio dal IV secolo a.C., il complesso ha una vita, fra alterni momenti di cesura, che non viene mai meno. È con la metà del XVIII secolo che gli ipogei di Terricciola vengono quasi tutti riutilizzati come depositi vinari, esattamente nel momento in cui la viticultura, già presente in antico in questo distretto, trova un notevole impeto di produzione, probabilmente incentivata da interventi del governo granducale retto dai Lorena».
TERRICCIOLA Nate come necropoli i Lorena ne fecero depositi per il vino
Il complesso degli ipogei di Terricciola è un contesto sotterraneo esteso e articolato che interessa il sottosuolo del centro storico della Città del Vino. È suddiviso in quattro macro gruppi, tra cui quelli A e B, che rappresentano la monumentalità e l'interesse storico-archeologico del complesso. La pluristratificazione storica del complesso fa sì che sia un documento non scritto, difficile da interpretare, ma che offre prospettive inattese sull'avvicendarsi delle epoche storiche. Il complesso è nato come estesa necropoli etrusco-ellenistica e ha una vita che non viene mai meno, con momenti di cesura.
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