PERUGIA - Piccole e grandi chiese a rischio crollo, ma oltre le transenne c'è solo l'incertezza dell'intervento. Percorrendo via dei Filosofi e svoltando per la Piaggia dei Filosofi (quella strada che porta in viale Roma, sotto la scuola "San Paolo") si incontra Villa Paola, una palazzina liberty tanto bella quanto trascurata; con le decorazioni in cotto realizzate dalla antiche fornaci Angeletti-Biscarini (ancora visibili in via del Laberinto di corso Cavour). Accanto alla villa c'è la piccola chiesa dell'Annunciazione o della Madonna di Loreto. Da qualche settimana è transennata e chiusa per lo stato fatiscente del tetto. La chiesa non è della parrocchia e fa parte del complesso di Villa Paola. Al momento è intervenuto il Comune per chiudere alla sosta e al passaggio per evitare che eventuali cadute di tegole o intonaco possano provocare danni. La cappellina con campanile (messo male) ha sul portale una lunetta in stile di Luca della Robbia che raffigura l'Annunciazione. La via una volta si chiamava "del Loretuccio" per la presenza di una piccola Madonna di Loreto incastonata nel muro. A San Domenico, invece, ancora si attende l'intervento per il pavimento saltato ormai un anno fa. È accaduto che la forte siccità dell'estate scorsa ha indebolito la pavimentazione di una cappella e al presentarsi delle prime piogge sia saltato tutto. Una lunga fessura corre dalla scala di accesso alla cappellina fin verso il muro affrescato. Da qui un'altra frattura arriva fino al gradino dell'altare principale. Non si tratta di una pavimentazione antica. Era quella fatta posizionare dalla Brigata perugina negli anni '50. È passato un anno e non si sa nulla. Dietro la parete laterale della cappella dove è saltato il pavimento c'è la cappella dedicata a papa Benedetto XI (pontefice domenicano Niccolò Bocassini, nato a Treviso e morto a Perugia il 7 luglio del 1305) con il pregevole monumento funebre del XIV secolo. È probabile che il pontefice sia morto di banale indigestione di fichi; all'epoca si sospettò, tuttavia, che la sua morte improvvisa fosse stata causata da avvelenamento da parte di agenti del Nogaret. Il successore Clemente V fu il primo pontefice della cattività avignonese. Non si conosce il nome dell'autore, ma lo stile rimanda al "Maestro sottile" Nicola di Nuto un collaboratore di Lorenzo Maitani, che ha scolpito alcuni bassorilievi della facciata del Duomo di Orvieto. Il disegno strutturale ricorda il monumento funebre del cardinale De Braye di Arnolfo di Cambio (1292), conservato nella chiesa di San Domenico a Orvieto. Di Benedetto XI nella basilica di San Domenico si conservano anche le ossa (sopra l'altare della cappella a lui dedicata) e i paramenti pontifici. Un motivo in più per intervenire. A metà maggio, invece, è avvenuto il distacco di una parte di intonaco dalla volta. Il crollo è avvenuto quando in chiesa non si trovava nessuno tra fedeli e frati predicatori. Un pezzo d'intonaco è precipitato da venti metri di altezza ed è piombato ai piedi di una colonna della cappella di Santa Caterina, proprio sul percorso che i sacerdoti compiono dalla sacrestia all'altare. Una volta toccato i pavimento il blocco d'intonaco si è spezzato in decine di frammenti, più o meno grandi, e tutto intorno si levato un gran polverone. La Soprintendenza è stata allertata per le opportune verifiche sul crollo se sia dovuto alla tenuta dell'intonaco vecchio di decenni, magari troppo sollecitato dai lavori di sistemazione delle cosiddette "soffitte" di San Domenico (un percorso che attraversa tutta l'intercapedine che si è creata con i lavori del XVII secolo tra il tetto e le navate). Anche in questo caso si attende.