Con una attività di progettazione l'Azienda forestale può anche avere accesso a importanti fondi comunitari e nazionali Catania. Nino Marino, segretario provinciale della Uila di Catania, proviamo a sintetizzare la proposta di legge elaborata dal suo sindacato. «Siamo, intanto, partiti dalla esigenza di una riforma di settore che ponga fine all'attuale frammentazione di competenze in materia di interventi per l'Ambiente, il Verde pubblico e i Boschi, da concentrare nell'Ispettorato e Azienda Foreste. Come in altre regioni d'Italia e d'Europa, questo settore con i suoi attuali 25 mila lavoratori può creare ricchezza anche in Sicilia». Come? «Con la salvaguardia del patrimonio boschivo e la produzione di legname, pellet, manufatti per recinzioni, l'impianto di alberi da legname e da frutto e la valorizzazione del sottobosco, l'incremento delle attività vivaistiche su larga scala potenziando la produzione di varietà autoctone e di pregio della flora siciliana, anche a uso commerciale, la programmazione di attività e iniziative volte alla fruizione turistica dei boschi». La Finanziaria prevede anche la possibilità di interventi realizzati dai forestali al di fuori dei soliti confini. «Sì. Possono essere realizzati interventi in convenzione con enti proprietari dei terreni, enti morali e associazioni di volontariato ai quali l'Azienda Foreste fornirebbe personale altamente specializzato e apposite attrezzature. E' previsto, ancora, che gli enti regionali e locali realizzino progetti di verde pubblico prioritariamente attraverso stipula di convenzione con l'Azienda Foreste demaniali, sempre che se ne accerti l'economicità rispetto ad altre soluzioni. In effetti, già nella legge del '96 si contemplava qualcosa del genere ma senza risorse aggiuntive, né soprattutto alcun obbligo di legge». Quali sono le nuove competenze che dovrebbero passare all'Azienda Forestale? «Come abbiamo scritto nella nostra proposta di legge, ma soprattutto come ha poi indicato il governo regionale con le proposte per il settore forestale, vanno trasferite all'Amministrazione forestale la gestione e la manutenzione del verde pubblico in Sicilia e la gestione e sorveglianza dei siti di interesse archeologico, storico ed ambientale con notevoli risparmi. Va, inoltre, valorizzata la capacità di progettazione della Forestale per l'accesso a ingenti fondi comunitari e nazionali per investimenti e interventi di consolidamento del territorio con tecniche prive di impatto ambientale, sistemazioni strutturali ed adeguamento della canalizzazione dei corsi d'acqua dei torrenti e dei fiumi, sistemazione e completamento delle stradelle interne e dei sentieri boschivi con materiali ecocompatibili». Negli anni passati, la Uil aveva chiesto la creazione di una Agenzia regionale del Verde e delle Foreste. Com'è finita? «Bene. Nel senso che quel messaggio è passato, tant'è che il Governo regionale parla ora di creazione di un soggetto pubblico dotato di personalità giuridica propria cui attribuire la gestione unitaria del personale forestale e dei beni demaniali dell'Isola». Adesso, però, sollecitate il decreto che attua l'articolo 25 della Finanziaria e chiedete interventi migliorativi. «Le nuove norme hanno limiti oggettivi, parti controverse e contraddittorie. Il Governo, intanto, non ha ancora elaborato una nuova politica di intervento all'interno delle aree boschive, per una più ampia salvaguardia e tutela del territorio soprattutto in termini di prevenzione. Non è stata, inoltre, individuata una "cabina di regia" per la gestione delle risorse. Esiste, ad esempio, il pericolo di scaricare l'impegno economico futuro di bilancio su incerte convenzioni che, in ogni caso, devono rappresentare un valore aggiunto. Serve, poi, unificare gli attuali corpi separati, Azienda e Ispettorato, per tagliare inutili duplicazioni di spesa». L'assessore vi ascolta? «Confidiamo che le organizzazioni sindacali possano essere sentite in fase di elaborazione del decreto attuativo, in cui saranno stabilite competenze, modalità di gestione delle risorse, programmazione dei lavori da svolgere e utilizzo delle risorse umane». A. Lod. 15062013
SICILIA - FORESTALI. Questi lavoratori possono creare anche ricchezza
L'Azienda forestale di Catania può accedere a fondi comunitari e nazionali per investimenti e interventi di consolidamento del territorio. La legge prevede la creazione di un Ispettorato e Azienda Foreste per concentrare le competenze in materia di interventi per l'Ambiente, il Verde pubblico e i Boschi. La Forestale potrà gestire e mantenere il verde pubblico e i siti di interesse archeologico, storico ed ambientale. La legge prevede anche la valorizzazione della capacità di progettazione della Forestale per l'accesso a fondi comunitari e nazionali. Le nuove norme hanno limiti oggettivi, parti controverse e contraddittorie.
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