Il presidente snobba la richiesta del civico di intervenire su Cittadella e Esselunga E sulla richiesta di seduta dedicata all'esposto spiega: c'è il segreto istruttorio «Le forze e gli esponenti politici che mi chiedono di parlare in aula dell'esposto che ho presentato si adeguino al diritto. Come pubblico ufficiale ho l'obbligo di legge di segnalare atti e fatti che possono avere rilevanza penale. E comunque si tratta di un atto coperto da segreto istruttorio». Tutti lo chiamano in causa, lo cercano, gli chiedono di spiegare pubblicamente o in seduta secretata le ragioni che lo hanno spinto ad interessare i giudici su due operazioni contenute nel Pgt, la Cittadella dei servizi e la progettata costruzione di un supermercato in zona Te, con tanto di strade e rondò. Ma il presidente del consiglio, Giuliano Longfils, risponde a tutti nello stesso modo: c'è il segreto istruttorio. Le uniche dichiarazioni pubbliche che ha fatto sono quelle pronunciate all'ultimo consiglio comunale, quando ha fatto riferimento a «fatti inquietanti» che lo porteranno a produrre , già a partire dalla prossima settimana, probabilmente, nuovi esposti in procura. Ma per il resto, niente da fare: silenzio istituzionale. Anche il consigliere di Forum, Sergio Ciliegi, che ha presentato una richiesta di accesso agli atti per entrare in possesso di una copia dell'esposto si è dovuto arrendere. Ieri mattina una nota dell'ufficio legale del Comune lo ha informato che l'esposto «non è un documento depositato nell'amministrazione ma alla procura». Insomma, inutile chiederlo all'amministrazione. L'accesso agli atti , eventualmente, andrebbe richiesto alla procura. Ma l'ufficio legale di via Roma precisa anche che l'esposto, avendo implicazioni penali, è un documento che viene sottoposto a segreto istruttorio. Viene infine ricordato che il presidente del consiglio, in quanto pubblico ufficiale, ha l'obbligo di legge di denunciare fatti o atti che ritiene di dubbia legalità. Ciliegi è così passato al piano B: raccogliere le firme tra i consiglieri (ne bastano 8) per chiedere la convocazione di un consiglio comunale a seduta segreta per affrontare al questione. Il documento è già stato esposto in municipio. Il primo a firmarlo è stato il capogruppo del Pdl, Carlo Acerbi. Ma anche da altre forze politiche, come il segretario comunale del Pd e consigliere Andrea Murari e dal leghista Luca De Marchi, arrivano richieste a Longfils di essere più chiaro, di spiegare cosa intendeva dire con quell'aggettivo, «inquietanti», pronunciato in aula. Ma Longfils non si scompone, la regola del segreto istruttorio vale anche di fronte a questa richiesta. Si limita ad osservare: «Quando la richiesta arriverà all'ufficio, la girerò al prefetto per chiedere un suo parere. Che, naturalmente, trasemetterò ai consiglieri firmatari». Sulla Gazzetta di ieri, anche l'ex assessore ai lavori pubblici, Giampaolo Benedini si è detto pronto a intervenire in una seduta consiliare chiedendo a Longf ils di parlare chiaro e documentato. Va detto che Longfils, in questi giorni, non ha mai fatto riferimento esplicito ( ne lo ha collegato all'azione intrapresa) all'architetto leader dei civici. Alle dichiarazioni di Benedini, Longfils replica con affermazioni tranchant: «Per me Giampaolo Benedini non esiste, non è un interlocutore visto che ha abbandonato la nave. Non si capisce per quale motivo dovrebbe essere invitato a parlare in consiglio comunale. A che titolo? Non ho alcun obbligo di rispondere a lui».