No alla richiesta di duecentomila euro. Tonelli punta a mostre autonome La squadra del Centro Te MANTOVA. Passeggiando lungo il marciapiede di palazzo Te sembra proprio di sentire un rumore. O meglio, un cigolio, una specie di lamento. E' un filo teso, che si fa sempre più teso e ora rischia seriamente di spezzarsi: quello che lega il Comune, proprietario del palazzo, e il Centro internazionale, che dal 1990 si occupa di organizzare mostre, eventi e elaborare proposte culturali ed idee per la città. Non che la guerra sia stata dichiarata, ma quelli che fino a pochi mesi fa potevano essere catalogati come normali contrasti, oggi assumono la consistenza di un'onda in alto mare. Ancora poco visibile, ma che va crescendo. Quello che sta succedendo è che il nuovo assessore alla cultura, Marco Tonelli, non intende consegnare al Centro internazionale tutto il borsellino delle spese culturali. Giorni fa è arrivata la richiesta del presidente del Centro, Angelo Crespi, di avere 200mila euro da destinare all'attività del 2013. La risposta garbata ma ferma è stata in sostanza la seguente: il Comune non è una banca e non intende delegare al solo Centro Te le politiche culturali della città. Sì, perché è quella la somma di cui, euro più - euro meno, dispone l'assessorato per fare il suo lavoro. Proprio nei giorni scorsi, Tonelli aveva spiegato alla Gazzetta di avere un programma di mostre ed esposizioni da proporre autonomamente a palazzo Te. Per dirla meglio: negli spazi che non sono di competenza del Centro che, ad oggi, dispone delle Fruttiere e degli uffici. Concorrenza? Sfida a Crespi, che in passato non ha nascosto un certo disagio per la stretta finanziaria del Comune nei confronti del Centro? Ci sono tanti modi per interpretare la determinazione di Tonelli, ma non si può certo credere che l'assessore fresco di nomina abbia parlato a sproposito o a titolo personale. Che l'aria intorno a Crespi si sia fatta meno ossigenata, del resto, è cosa che si percepisce anche solo chiacchierando con l'interessato. E Tonelli è venuto a Mantova, ha detto alla Gazzetta, per fare l'assessore, cioè per governare le politiche culturali. Diversamente, lo dice lui stesso, sarebbe rimasto a Roma. Invece è "in cattedra" chiamato da Giampaolo Benedini a prendere il posto della sfortunata Daniela Bondavalli. Ad essere maliziosi si potrebbe pensare ad un atto di forza di Benedini (non sarebbe il primo), che vorrebbe scardinare l'asse fra via Roma, cioè fra il sindaco Nicola Sodano, e il Centro Te, cioè Crespi. Rimanendo terra-terra, si può anche pensare che il Comune - non tutta la maggioranza, ma una parte certamente sì - abbia ormai a fastidio la pratica di riversare risorse, anche se certo non consistenti come in passato, per alimentare il Centro. In proposito, una vocina ricorda che il Centro ha una struttura decisamente importante, con cinque dipendenti e molto spazio nel palazzo, e che, soprattutto, anche grazie alla sua struttura societaria, dovrebbe essere in grado di trovare da sè i fondi per le mostre. E questo non accade, o accade solo minima parte. Non dimentichiamo che Crespi, inaugurando una recente mostra alle Fruttiere, ebbe a precisare che concedere lo spazio gratis ad artisti o galleristi è un modo per rivitalizzarlo e riempirlo. Una considerazione che a quanto pare non piace a Benedini e ai suoi, che vorrebbero cambiare rotta. E, dunque, che il Centro Te impari a recuperare soldi, compito per cui fra l'altro c'è una delegata, Annalisa Baroni, e che impari a non dipendere completamente dal Comune. Anche perché non va dimenticato che il Comune non sostiene solo il Centro Te, ma anche la Fondazione Artioli e la Fondazione Alberti: la corrente di pensiero riconducibile ai benediniani è quella di concentrare le risorse e di fare scelte più mirate. Con la risistemazione di palazzo Te al primo posto. Non è strano, allora, rileggere la prontezza con cui Tonelli ha fissato i suoi obiettivi, incentrati sul contemporaneo. Le fotografia di Candida Hofer, le video installazioni di Fabrizio Plessi, i lavori di Bill Viola e gli alberi di Giuseppe Penone. Con l'obiettivo, ha precisato l'assessore alla Gazzetta, «di sprovincializzare, focalizzare e dare senso storico agli eventi e alle mostre che utilizzano il nobile spazio di palazzo Te». Questo mentre il comitato scientifico del Centro si appresta a varare una politica che, seguendo suggestioni sanremesi, potremmo ribattezzare "Monoquadro": una singola opera ogni mese in esposizione, iniziando dalla Giuditta di Klimt. Va da sè che, a questo punto, si crei un dualismo.Dualismo sbilanciato dalla parte di chi può disporre delle risorse, nonostante, in realtà, il problema sia proprio quello delle scelte storico-artistiche. Per farle breve: i vestiti della Callas o un singolo quadro, sia pure prestigioso, non vanno bene ai benediniani, di cui Tonelli è espressione. Sembra proprio, insomma, che le bufere di neve, questa volta politiche, siano destinate a durare ancora, ben al di là del confine stagionale. Come reagirà Crespi al taglio dei finanziamenti? Di sicuro non farà i salti di gioia, anche perché da tempo manifesta un certo disagio per la scarsità dei fondi che arrivano dal Comune. E il sindaco cosa dirà? La sensazione è che Tonelli si appresti ad integrare (qualcuno potrebbe anche suggerire un più efficace "sostituire") le scelte del Centro che giudica inadeguate. «Certo, il Centro Te ha smesso di funzionare da un po', certo non trovano le risorse che dovrebbero trovare, certo le mostre finanziate con i soldi del Comune non sono state sempre all'altezza, ma come si fa a liquidare un ente che ha fatto la storia recente di Mantova?»: questo dice un'autorevole fonte del Comune, e lascia capire che il braccio di ferro potrebbe anche non rompere la famosa corda in nome degli equilibri politici e in nome dell'immagine del Te, anche per rispetto al comitato scientifico. L'equilibrio, però, appare più precario che mai.
MANTOVA - Il Comune riduce i fondi al Centro Internazionale Te
L'assessore alla cultura di Mantova, Marco Tonelli, ha rifiutato la richiesta del presidente del Centro Te, Angelo Crespi, di 200mila euro per le spese culturali del 2013. Tonelli ha spiegato che il Comune non è una banca e non intende delegare le politiche culturali della città al Centro Te. Il Centro Te, che ha una struttura importante e dipende in parte dal Comune, ha richiesto finanziamenti per le mostre e gli eventi. Tonelli ha invece deciso di organizzare autonomamente mostre e esposizioni al palazzo Te, senza dipendere dal Centro Te. Questo ha creato tensioni con Crespi e il comitato scientifico del Centro Te, che si sentono esclusi e criticati.
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