Il capogruppo Buvoli: «Violerebbe i vincoli monumentali e il buon senso». E contro la Cittadella dei servizi scatta la diffida MANTOVA. Il Pd lancia l'offensiva sulle due più discusse operazioni urbanistiche contemplate (seppur indirettamente) nel Piano generale del territorio (Pgt) dell'amministrazione comunale: la realizzazione di un supermercato di Esselunga in zona Te e la Cittadella dei servizi. «La prossima settimana presenteremo il ricorso al Tar contro il capitolo riguardante lo snodo di Porta Cerese spiegano il capogruppo del Pd, Giovanni Buvoli e gli altri consiglieri democratici In particolare contestiamo la legittimità della realizzazione del centro commerciale e un imponente sviluppo della rete stradale (5 rondò e due sottopassaggi) in un'area tutelata dai vincoli monumentali per effetto di un decreto ministeriale del 1955. Abbiamo già studiato la cosa con uno studio legale, tra pochi giorni passeremo alle vie di fatto». Al di là degli aspetti prettamente giuridici, la campagna del Pd contro l'operazione Esselunga è mossa da ragioni in buona parte condivise con comitati di residenti e associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio quali Italia Nostra e, non ultime, le associazioni di categoria dei commercianti. Motivi elencati da Buvoli e da altri consiglieri democratici, quali l'ex sindaco Fiorenza Brioni, il segretario comunale Andrea Murari e Nicola Martinelli. «In generale siamo molto critici nei confronti di questo Pgt passato senza poterlo discutere adeguatamente dicono i democratici, riallacciandosi all'accuse che già avevano sollevato in aula Ma l'operazione Esselunga merita particolari attenzioni, perché non solo si tratterebbe di una struttura con un forte impatto paesaggistico ma anche perché attirerebbe un grosso volume di traffico in una delle zone più trafficate della città. E per reggere questo incremento di auto si arriva a prevedere rondò e sottopassi che inciderebbero non solo su Valletta Valsecchi e Te Brunetti, ma anche su Palazzo Te. Per non parlare del prevedibile colpo mortale che ne deriverebbe per i negozi di vicinato della zona». L'offensiva del Pd si estende ad un'altra operazione simbolo dell'amministrazione guidata dal sindaco pidiellino Nicola Sodano: la Cittadella dei servizi, lanciata originariamente dal leader degli arancioni Giampaolo Benedini ed entratta nel programma di governo nonostante l'ostilità di qualche esponente della stessa maggioranza. «In questo caso spiega Fiorenza Brioni presenteremo una diffida al presidente del consiglio comunale, Giuliano Longfils e allo stesso sindaco ricordando che il consiglio comunale si è già espresso a maggioranza per definire la Cittadella dei servizi un'opera non strategica e escludendo l'interesse pubblico. Sono venuti dunque a cadere i requisiti di legge per far scattare l'eventuale formula del leasing in costruendo (formula che prevede il "risarcimento" con fondi pubblici dei costi sostenuti dal costruttore per realizzare un'opera) e, in definitiva, di tutta l'operazione. Ne consegue che l'amministrazione deve interrompere subito l'iter della pratica e lo deve fare in virtù di un indirizzo votato dal consiglio comunale. Se questo non avverrà, se la nostra diffida verrà ignorata, ci riserveremo di prendere altre strade per far valere il diritto». Il progetto della Cittadella dei servizi il complesso che ospiterebbe tribunale, uffici regionali e comunali nella zona dell'ex ceramica (40mila metri quadrati) a Fiera Catena è già in cammino. L'impresa proponente, l'Italiana costruzioni Srl, lo ha presentato in luglio assieme al piano finanziario. I tecnici dell'assessorato ai lavori pubblici hanno chiesto delle integrazioni a cui l'impresa ancora non ha risposto. Il costo complessivo dell'opera è di 200 milioni di euro, che Comune, Regione e Ministero dovrebbero sborsare nell'arco di oltre vent'anni. «Sempre ammesso che Regione e Stato siano interessati all'operazione commenta la Brioni perché non ci sono documenti che confermino ufficialmente la disponibilità delle due istituzioni a metterci delle risorse. Insomma, il Comune potrebbe trovarsi con il cerino in mano e duecento milioni di euro da versare a rate. In ogni caso, il problema non si pone perché il consiglio ha già escluso l'interesse pubblico per quest'opera, col voto dei gruppi di minoranza e di esponenti della stessa maggioranza». 23 febbraio 2013
MANTOVA - Il Pd porta al Tar l'operazione Esselunga
Il capogruppo del Pd, Giovanni Buvoli, e i consiglieri democratici hanno lanciato un'offensiva contro due operazioni urbanistiche contemplate nel Piano generale del territorio (Pgt) dell'amministrazione comunale: la realizzazione di un supermercato di Esselunga in zona Te e la Cittadella dei servizi. Contestano la legittimità della realizzazione del centro commerciale e un imponente sviluppo della rete stradale in un'area tutelata dai vincoli monumentali. Il Pd ha già studiato la cosa con uno studio legale e presenterà il ricorso al Tar contro il capitolo riguardante lo snodo di Porta Cerese.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo