Giornata di fuoco. Longfils a rapporto due ore dal sindaco La telefonata di Benedini: «Giuliano non è più dei nostri» Quasi due ore. Tanto è durato, ieri mattina, il faccia a faccia tra il sindaco Nicola Sodano e il presidente del consiglio Giuliano Longfils, autore dell'esposto in procura sulla cittadella dei servizi a Fiera Catena e sul supermercato Esselunga davanti a palazzo Te. Era prevedibile che il primo cittadino, dopo aver letto la Gazzetta, convocasse il presidente per un chiarimento. «È stato un colloquio sereno e tranquillo - ha affermato Longfils all'uscita dall'ufficio del sindaco -. Sodano ha preso atto di certe situazioni, capendo che, come amministratore, non potevo fare a meno di segnalare possibili reati. Insieme abbiamo convenuto che, data la delicatezza della situazione, dobbiamo mantenere sulla vicenda il massimo riserbo». Inutile, quindi, chiedere al presidente di illustrare il contenuto del suo esposto in procura: «Non posso, per ora, entrare nel merito - risponde Longfils - perché ci sono molti aspetti delicati coperti dal segreto istruttorio. Ripeto, io ho segnalato presunti reati di cui sono venuto a conoscenza, senza indicare colpevoli». Dura, come era prevedibile, la reazione di Giampaolo Benedini, assertore dei due mega progetti finiti nel mirino di Longfils e da tempo in rotta di collisione con il presidente del consiglio comunale. Ieri mattina ha chiamato al telefono Sodano: «Non siamo entrati nel merito dell'esposto - riferisce - ma del metodo utilizzato. Il sindaco mi ha detto di essere rimasto sorpreso e di non sapere nulla di quella denuncia. Io, invece, non sono rimasto sorpreso perché è un'abitudine del mio amico Giuliano andare in procura e spesso di non trovare ragione. Si vede che lui non fa più parte della maggioranza». L'ex assessore e leader dei civici affonda i colpi nei confronti di Longfils: «Da tempo dico che il presidente non è più super partes. I consiglieri non hanno bisogno di un don Chisciotte che li difenda non si sa da cosa, quando l'amministrazione ha tutti gli strumenti per farlo». Benedini, dunque, ieri dovrebbe aver rinnovato al sindaco la sua richiesta di sfiduciare Longfils: «Io non ho mai chiesto la sua testa - dice l'ex assessore -. Mi chiedo solo se Longfils operi ancora nell'interesse dell'amministrazione. E' doveroso da parte degli uffici, che in questo momento non mi pare siano distolti da altre problematiche, affrontare in maniera rapida l'esame della Cittadella. Il fatto, poi, che la prima reazione di Longfils alle mie critiche sia stata quella di sottolineare che nessuno può mandarlo via, la dice lunga sul suo atteggiamento mentale che non si preoccupa del fatto che una parte della maggioranza lo abbia sfiduciato. Poi, lui dimentica che se non ci fossimo stati noi della lista civica lui non sarebbe lì». Benedini si dice tranquillo: «Io continuo a sostenere le mie idee e più le contrastano e più mi convinco di andare avanti». «Longfils ha fatto bene ad andare in procura, così può fugare tutti i suoi dubbi - fa eco Davide Bergamaschi, capogruppo dei benediniani -. Però, se ritiene che questo sia il modo di lavorare insieme...». (Sa.Mor).