Il ministero scriverà un nuovo regolamento NON ci sarà nessun commissario alla Scala, neppure temporaneo. Il ministero dei Beni Culturali si è finalmente pronunciato dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato l'autonomia per il teatro milanese e per l'Accademia di Santa Cecilia: la soluzione al pasticcio sarà invece «un nuovo complessivo regolamento relativo al sistema delle fondazioni lirico sinfoniche», secondo una nota diffusa dal Mibac. Vale a dire, la legge 100, entrata in vigore il 29 giugno 2010 quando era ministro Sandro Bondi e criticata da più parti, verrà superata e riscritta, anche alla luce dello stato di crisi in cui versano molti teatri italiani. Il sindaco Giuliano Pisapia, che in questi giorni ha preso a cuore la vicenda ed è rimasto in stretto contatto con il ministro Massimo Bray, ha espresso «piena condivisione e apprezzamento per la decisione, che permetterà alla Scala di proseguire al meglio la sua attività». A dicembre dello scorso anno il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso dei sindacati Cgil e Fials (nazionale), annullando il regolamento che consentiva alle fondazioni liriche virtuose di ottenere un'autonomia di gestione. Il ministero aveva fatto ricorso, ma questo era stato respinto dal Consiglio di Stato il 7 giugno. La sentenza aveva creato molte perplessità in Scala, facendo temere conseguenze drastiche come il commissariamento e l'annullamento degli atti firmati dal Cda scaligero, compresa la nomina del nuovo sovrintendente Alexander Pereira. Pericolo scongiurato. «Le due fondazioni spiega la nota del ministero dovranno coinvolgere i sindacati in ogni attività relativa all'organizzazione e ai rapporti di lavoro durante il processo di riforma. La restante attività è invece fuori discussione e può proseguire regolarmente sino alla complessiva riforma che il Mibac varerà nel più breve tempo possibile». Dunque, il primo atto sarà la convocazione dei sindacati. «Già da domani, nella mia qualità di Presidente della Fondazione Scala ha detto Pisapia inizierò un confronto all'interno del cda e con le organizzazioni sindacali per trovare le soluzioni migliori per il teatro». Poi lo statuto dovrà essere riscritto dal ministero, su indicazione della Scala. La Cgil è in parte soddisfatta. «Va accolto positivamente il riconoscimento che c'è stata una lesione dei diritti dei lavoratori ha commentato Giancarlo Albori Attendiamo di avere un quadro di riferimento più chiaro e speriamo che alle parole seguano i fatti ».