È controllata dall'Ateneo. Servono lavori di adeguamento e miglioramenti all'acustica ma il Comune non ha risorse Il Comune rinuncia a gestire l'auditorium Santa Chiara per i prossimi vent'anni. Ristrutturato negli anni'90 nel cuore del centro storico in via Arpi, Santa Chiara passa in mano ai privati, alla fondazione Apulia Felix che vede al suo interno l'università e alcuni imprenditori. Nella città dai teatri chiusi, delle opere pubbliche mai completate, delle compagnie teatrali rimaste senza casa, un altro bene pubblico viene ceduto perché non si è in grado di utilizzarlo, farlo funzionare. L'operazione è stata avviata mesi fa: negli anni scorsi l'auditorium (arredato con poltrone Frau), è stato usato dalla facoltà di Lettere quando non aveva aule per la didattica. Ma già all'indomani della sua ristrutturazione, eseguita con fondi europei Urban, emersero i limiti del restauro in materia di acustica. Poche volte è stato utilizzato per mostre, convegni o manifestazioni culturali. L'auditorium non è di proprietà del Comune è della Curia che nel 2001 lo cedette in comodato per quarant'anni all'ente. Ad aprile l'arcivescovo, Francesco Pio Tamburrino ha dato il proprio assenso formale per la cessione dal Comune ai privati Poi ai primi di maggio il via libera della giunta Mongelli alla pubblicazione del bando. Era già noto che l'interesse più forte veniva proprio dall'università. Ma al bando non ha partecipato l'ateneo, ma la sua fondazione Apulia Felix presieduta dall'attuale rettore, Giuliano Volpe. Secondo il Comune la Fondazione dovrà spendere risorse per adeguarlo alle norme in materia di sicurezza, migliorarne l'acustica e dovrà versare al Comune il 5 per cento degli incassi delle manifestazioni che si terranno. La Fondazione, costola dell'ateneo, potrà usare l'auditorium per attività teatrali e concertistiche; organizzazione di mostre ed esposizioni; attività convegnistiche, didattiche. «Date le ristrettezze finanziarie il Comune ha inteso dare in gestione esterna l'Auditorium per il quale sono indispensabili interventi di adeguamento per l'agibilità - spiega l'assessore al patrimonio, Pippo Cavaliere -. Il Comune mantiene un certo controllo sulla programmazione culturale. Con questa operazione restituiamo un contenitore culturale fruibile alla città». Ma non è molto chiaro come mai e perché si è arrivati al bando e alla cessione della struttura per i prossimi vent'anni. Dal momento che il 29 gennaio scorso era già stata definita una convenzione tra il dipartimento di studi umanistici, (Lettere, Beni culturali, scienze della Formazione), la fondazione Apulia Felix e il Comune di Foggia sempre per la gestione dell'auditorium ed era anche stato nominato il professor Saverio Russo per l'attuazione dell'accordo. A che è servito fare un bando sapendo già a chi sarebbe stato affidato?