LUCCA 13 giugno 2013 - Il progetto per rifare la pavimentazione in piazza San Michele è pronto e ha ottenuto anche il via libera dalla Soprintendenza. Ora mancano 75mila euro per dare il via ai lavori. Il costo, in realtà, è di 250mila euro, ma 175mila sono stati già stanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La parte mancante deve metterla il Comune ma attualmente non ci sono soldi in cassa e l'amministrazione non sembra disposta a ricorrere a un mutuo. L'intervento previsto può essere definito di minima, nel senso che riguarda il solo selciato, con la sostituzione delle pietre di marmo o di arenaria spezzate e erose. Un fenomeno che è evidente soprattutto sulle cornici di marmo bianco. In particolare per la sostituzione di questi marmi la Soprintendenza vorrebbe far riaprire la cava di Santa Maria del Giudice utilizzata all'epoca, ma l'area è oggi sotto vincolo. In alternativa si cerca una pietra simile, anche se non perfettamente identica. Gli studi petrografici hanno infatti evidenziato nel dettaglio la tipologia della roccia con la relativa tessitura e qualcosa di analogo può essere trovato nelle cave di marmo Massa Carrara o in altre zone della Toscana. Lo studio su piazza San Michele è stato molto accurato e ha permesso di ricostruirne anche aspetti storici che sembravano dimenticati. A cominciare dal fatto che al momento di sostituire o meglio di rinnovare parte del precedente lastricato, nel 1887, vennero fatti scavi archeologici che hanno permesso di ritrovare l'antica pavimentazione di epoca romana, anche con alcuni edifici adiacenti. La storia della pavimentazione della piazza ha vissuto in realtà varie fasi. All'epoca della scoperta del- l'America (1492) la pavimentazione era di mattoni in cotto a coltello, collocati a lisca di pesce. Venne poi lastricata di marmi e circondata di balaustri e catene fra il 1699 e il 1705. Poi si arrivò all'attuale lastricatura in pietra serena con ricorsi in marmo nel 1887. L'area indagata dal punto di vista archeologico proprio in occasione dei lavori del 1887 fu quella che si trova di fronte al Palazzo Pretorio. L'avvallamento della piazza, che nei periodi di pioggia forma quello che i lucchesi chiamano affettuosamente il «laghetto dei piccioni» si deve proprio a quell'ormai datato saggio archeologico che, evidentemente, non è stato ricoperto nel modo migliore e che ha portato così al progressivo cedimento della «nuova» pavimentazione. D'altra parte il selciato attuale di piazza San Michele, risalente a 126 anni fa, non è formato dalle pietre squadrate utilizzate nelle strade cittadine e che hanno uno spessore di circa 20 centimetri. Le pietre della piazza sono spesse circa la metà, dai 10 ai 12 centimetri, quindi sono più soggette a spezzarsi, anche nel caso sotto la pavimentazione fosse colata una base di cemento con tanto di rete elettrosaldata. La ricostruzione della pavimentazione dovrà rispettarne le caratteristiche attuali, per esempio con l'assenza di calce o bitumi nelle fughe tra una pietra e l'altra. L'intervento è sollecitato anche dalle associazioni di categoria degli ambulanti che da oltre due anni puntano al ritorno in piazza San Michele dei mercati di Pasqua, Settembre lucchese e Natale. L'assessore alle attività produttive, Giovanni Lemucchi, è disponibile a riaprire il confronto con gli operatori che nei giorni scorsi hanno inviato una lettera al sindaco.