Vertice a Roma ma Emiliano non c'è. Tavolo tecnico sulla proprietà del teatro CARLO Fuortes sarà confermato come commissario straordinario, alla guida della fondazione Petruzzelli. Il ministro Massimo Bray dovrebbe firmare da un giorno all'altro il decreto di nomina, che durerà sei mesi. Entro la fine di quest'anno potrebbe pure saltare fuori una «soluzione condivisa» a proposito della proprietà dell'immobile che ospita il politeama e che appartiene alla famiglia Messeni Nemagna. Sarà istituito un «tavolo tecnico» per individuare la via d'uscita. Primo faccia a faccia a Roma col titolare dei Beni culturali, dei soci dell'ente lirico. C'erano il governatore Nichi Vendola, l'assessore al Mediterraneo Silvia Godelli, il presidente della Provincia Francesco Schittulli. Assente il sindaco, Michele Emiliano. Fuortes illustra a Bray i risultati ottenuti dalla Fondazione, che per la prima volta da tre anni a questa parte fa registrare un utile di 64mila euro. AGRANDI passi verso la conferma di Carlo Fuortes come commissario della fondazione Petruzzelli. Per altri sei mesi. Entro la fine dell'anno potrebbe pure saltare fuori la «soluzione condivisa» a proposito della proprietà del politeama. Nel quartier generale dei Beni culturali, va in scena il primo faccia a faccia tra il ministro Massimo Bray e i soci dell'ente lirico. Ci sono tutti, a cominciare dal governatore Nichi Vendola e dall'assessore al Mediterraneo Silvia Godelli. C'è il presidente della Provincia, Francesco Schittulli. Manca il sindaco Michele Emiliano. Come quando, a maggio, gli stessi Schittulli e Vendola illustrarono insieme con Fuortes il consuntivo 2012, che fa registrare un utile di 64mila euro dopo tre anni di profondo rosso. Ma al di là delle maliziose coincidenze, nessuno dei presenti ha incertezze: il manager romano, in servizio permanente effettivo da marzo dell'anno scorso, resterà dov'è. Bray da un giorno all'altro e comunque prima della fine di questo mese, dovrebbe dargli ufficialmente il via libera. Fuortes ieri, nel chiuso di via del Collegio romano, aggiorna il nuovo inquilino politico del dicastero sulle cifre che raccontano il miracolo economico di un palcoscenico preso in gestione nel momento in cui traballava pericolosamente: risparmi per 3 milioni 200mila euro, ma offerta culturale che cresce del 50 per cento. Sarebbe interpretata come incomprensibile la bocciatura di chi veste i panni del salvatore della baracca. «Ha fatto le nozze coi fichi secchi» aveva detto Vendola. Tant'è che nessuno nemmeno ci prova, a farlo scendere dalla cattedra. Non per questo è possibile dimenticare la madre di tutte le battaglie: proprietaria del teatro, è la famiglia Messeni Nemagna. Per mettere ancora mano al portafoglio e scucire denaro pubblico, dovrebbe materializzarsi il passaggio di consegne. Ma non è facile scendere a patti con i privati. Ecco perché Bray sceglie di allestire un «tavolo tecnico » per i «necessari approfondimenti giuridici» e che «in tempi brevissimi» sforni un rimedio. In una nota ministeriale si garantisce che «la volontà espressa da tutti i partecipanti» è quella di «raggiungere una soluzione condivisa». Da proporre, poi, ai Messeni Nemagna. Va avanti così ormai, da un numero imprecisato di anni. Tanto è vero che nessuno degli interlocutori azzarda ipotesi per uscire dal tunnel. Schittulli scuote la testa: «L'assenza del sindaco, purtroppo ha reso l'incontro solo interlocutorio». Ma non più tardi di una settimana fa, Emiliano aveva fatto sapere a Repubblica che con l'esproprio del pregiato manufatto si potrebbe trovare la quadra: «Anche per i Messeni Nemagna, destinatari dell'indennizzo». La strada da percorrere, tuttavia è «complicata». Potrebbe essere stabilito di approvare una legge ordinaria attraverso cui espropriare, appunto, il Petruzzelli. Ma come stanno le cose, nessuno ha idea di quanto potrebbe costare questa operazione. L'alternativa sarebbe rappresentata dal ricorso al cosiddetto codice Urbani, quello che attribuisce proprio ai Beni culturali la tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio italiano. A tirare le somme, è Vendola: «Noi pensiamo che il Parlamento debba chiudere definitivamente questa vicenda, restituendo il teatro alla legittima titolarità della città di Bari e dei cittadini pugliesi».
PUGLIA - Petruzzelli, il ministro blinda Fuortes
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray dovrebbe firmare da un giorno all'altro il decreto di nomina di Carlo Fuortes come commissario straordinario della fondazione Petruzzelli, che gestisce il teatro Carlo Fortes a Roma. La nomina è stata confermata dopo un tavolo tecnico con i soci dell'ente lirico e il governatore Nichi Vendola. Fuortes resterà in carica per sei mesi. La proprietà del teatro è ancora oggetto di dibattito, con la famiglia Messeni Nemagna che sostiene di volerlo espropriare. Un tavolo tecnico sarà istituito per trovare una soluzione condivisa. Il teatro ha registrato un utile di 64mila euro per la prima volta da tre anni.
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