Lettera all'Unità del 1932005 Urbanistica: una legge da fermare Teresa Cannarozzo, ordinario di Urbanistica, Università di Palermo Alessandro Dal Piaz, ordinario di Urbanistica, Università di Napoli, Federico II Tommaso Giura Longo, ordinario di Progettazione Architettonica, Università di Roma Tre. Cara Unità, sembrerebbe che quasi tutta la stampa italiana abbia "rapporti di parentela aziendale" con i formidabili interessi immobiliari che dominano lo sviluppo urbano nel nostro paese. Infatti finora solo l'Unità (8 febbraio u. s.) ha trovato lo spazio per dare voce a chi si oppone alla legge urbanistica proposta dall'on. Lupi, che è andata in discussione alla camera dei Deputati. Una di queste voci è quella di Vittorio Emiliani che, autorevole e allarmata, vede nella legge Lupi lo strumento per subordinare la definizione dei piani urbanistici alle volontà dei privati pro-prietari di aree, delle società immobiliari e dei "palazzinari". La stessa posizione di Emiliani è stata assunta dalla benemerita associazione Italia Nostra e dai noti urbanisti Vezio De Lucia ed Edoardo Salzano che esortano alla mobilitazione contro la legge Lupi. Crediamo giusto aderire al fronte degli oppositori per i seguenti tre motivi: - Il testo di legge in discussione priverà i comuni dei loro poteri fondamentli e democratici e li spingerà a contrattare con gli speculatori il destino futuro delle città; - comporterà l'abolizione del rispetto degli standard urbanistici (verde pubblico, parcheggi, scuole, sport, attrezzature pubbliche); - la tutela del paesaggio e dei beni culturali non farà parte dei compiti spettanti alla pianificazione delle città e del loro territorio.