«AMPLIAMENTO della Ztl, una prima sperimentazione di 15 giorni e presentazione del piano ai residenti». Sono i tre passi che Sabrina Alfonsi, minisindaco della "city", il neo municipio nato dall'accorpamento tra I e XVII, propone al sindaco, Ignazio Marino sul progetto di pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali. Non si è ancora insediata in via Petroselli, ma ha già le idee molto chiare perché non è certo una neofita del centro storico che conosce da residente, da ex assessore e consigliere del primo parlamentino. Marino l'ha promesso: entro il 15 agosto chiuderà al traffico via dei Fori Imperiali. Lei è favorevole al progetto? «Il progetto di pedonalizzazione dei Fori è stato uno dei punti anche della mia campagna elettorale: la chiusura alle macchine, come tra l'altro previsto dal vincolo archeologico e monumentale, è fondamentale in quell'area. Sul principio siamo tutti d'accordo, ma è chiaro che ha un impatto». A pochi giorni dal ballottaggio, molti residenti sono già sul piede di guerra. Cosa pensa di fare? «Ho sempre detto ai residenti che dove il municipio non ha competenze, io sarò il difensore civico delle istanze degli abitanti presso Comune e Regione. Ho già ricevuto molte telefonate, ma non ci sarà nessun progetto calato dall'alto perché è giusto che tutti sappiamo cosa sta accadendo». Il timore è che Monti e il Celio diventino le pattumiere del centro storico... «Faremo al più presto una riunione con i tecnici che spiegheranno il nuovo percorso e come fronteggiare le criticità. È chiaro che ci sarà una ricaduta da un lato su via Cavour e dall'altro su via Merulana e Labicana. Bisognerà capire come muoversi». Secondo lei, 100 giorni sono troppo pochi per partire con il progetto di pedonalizzazione? «Credo che sia necessaria una sperimentazione iniziale di almeno 15 giorni. Agosto è il mese ideale perché le scuole sono chiuse e questo test ci permetterebbe di capire come rimodulare il piano e dove intervenire per arrivare preparati a settembre. Tuttavia sarà necessaria la presenza dei vigili urbani, ma non so se potrà ricadere tutto sul nostro comando che già è pieno di lavoro ma si dovrà collaborare con il "Git", il gruppo interdisciplinare del traffico».