I PRECEDENTI IL SINDACO E STORICO DELL'ARTE NEL '78 CONIÒ LO SLOGAN: «O I MONUMENTI O LE AUTOMOBILI». FALLITI TUTTI I TENTATIVI E Antonio Cederna «vedeva» un grande parco archeologico La storia L'arteria fu voluta da Mussolini e attraversa il cuore antico della città, dal Vittoriano al Colosseo Certo, lo aveva già detto in campagna elettorale. Ma ribadirlo, e con tanta perentorietà, nel suo primo giorno da sindaco ha dato alla cosa tutt'altro peso. Fatto sta: «Dal 15 agosto i Fori imperiali saranno pedonalizzati», parola ? ieri ? di Ignazio Marino, che ha poi ha spiegato: «Perché Roma deve tornare a sognare e sperare. Il 14 agosto farò l'ultimo giro con la mia Panda rossa su via dei Fori poi ci tornerò con la mia bici».Sogno o realtà? L'uscita del neoeletto sindaco, comunque la si pensi, si colloca in un filone aureo (e antico) di tanta politica proto ambientalista, una politica e una cultura che da almeno mezzo secolo si battono proprio per questa soluzione, senza però attuarla (...Ma in Egitto le macchine circolano così vicino alle Piramidi o alla Sfinge o a Luxor o tra i templi di Karnak, come succede al Colosseo? No, è un classico cavallo di battaglia dei sostenitori della chiusura al traffico dell'ex via dell'Impero, creata dal «piccone» mussoliniano).L'idea restò infatti velleitaria per tanti altri primi cittadini, da Giulio Carlo Argan (il sindaco-storico dell'arte che nel 1978 coniò lo slogan O i monumenti o le automobili), a Luigi Petroselli. E restò un sogno anche per quell'Antonio Cederna che dal pulpito di Italia Nostra fece del parco archeologico senza auto una ragione primaria del suo impegno ambientalista: «Via dei Fori andrebbe chiusa al traffico in ogni caso ? ebbe a dire ? anche se le auto invece dei veleni emettessero profumi».Marino però su questa storia ci ha messo la faccia, e con tanto di scadenza: Ferragosto 2013. Una data che dunque potrebbe mettere la parola fine a una storia che comincia da lontano e per uno dei temi-problemi da sempre più dibattuti in città. Problema la cui soluzione è stata via via ipotizzata nelle più diverse coloriture: soft-chiusura parziale (le domeniche i Fori si chiudono dal 1994, giunta Rutelli), hard-chiusura totale a tutti i mezzi a motore, più vasta gamma di sfumature con sì e nì.Pedonalizzare via dei Fori, arteria voluta dal fascismo e che attraversa il cuore antico della città fino a lambire (letteralmente) il più visitato e malato monumento d'Italia: il Colosseo. Nel tempo sul tema si è detto e sperimentato di tutto, con puntuale ripresa in agenda a ogni crollo di pezzetti di Anfiteatro Flavio. Ci fu perfino una sorta di Gran Consulto Stato-Comune (2007) con tanto di Commissione per una via dei Fori rivista a uso pedoni: sede carrabile ridotta e sottopassi sfruttando cloache e sotterranei esistenti, roba da libro di Dan Brown. Non se ne fece nulla. Ora tocca a Marino.RIPRODUZIONE RISERVATA Sassi Edoardo Pagina 02 (12 giugno 2013) - Corriere della Sera