ROMA - Nella capitale i musei d'arte contemporanea puntano su nomi che dovrebbero identificarli con qualcosa di grande, di gigantesco. Dopo il "Macro", acronimo del museo d'arte contemporanea di Roma, adesso arriva "Maxxi", ovvero museo d'arte del XXI secolo, denominazione scelta dopo non poche discussioni per il centro nazionale delle arti contemporanee progettato da Zana Hadid nell'ex caserma di via Guido Reni. Come è facile immaginare nel mondo dell'arte la cosa ha suscitato non poca ironia ("Macro-biotico", "MaxxieTujod") senza però sminuire l'importanza dell'appuntamento di giovedì 20 marzo, quando in via Guido Reni si terrà la cerimonia delia posa della prima pietra (in realtà uno scrigno con dentro una lamina di bronzo di-segnata da Sottsass) presenti ministri deiBeni culturali e dei Lavori pubblici. Nascerà così ufficialmente Maxxi, il bel museo progettatoda Zaha Hadid, che sembrava destinato a entrare nel libro dei sogni. Per salutare l'evento nelle sale già agibili del Maxxi aprono due esposizioni: "Mostra ristretta", con lavori di Cucchi e Sottsass, e "Trasparente".