PER raggiungere concretamente uno sviluppo sostenibile, è necessario porre alla base del sistema economico, dei modelli di impresa e dei nostri stili di vita una realtà fondamentale: il capitale naturale della Terra () è limitato. (da "Sostenibilità in pillole" di Gianfranco Bologna Edizioni Ambiente, 2013 pag. 266) Chi si occupa di ambiente, difesa della natura, del territorio e del paesaggio da oltre trent'anni a questa parte, sa bene quanto la materia sia delicata e controversa anche sul piano mediatico. Sa altrettanto bene quanto abbia nociuto nel tempo un certo fondamentalismo o catastrofismo ecologista. Ma sa anche che, senza la presenza e l'impegno del cosiddetto "estremismo verde", oggi la questione ambientale non si sarebbe imposta all'attenzione del mondo; non parleremmo di variazioni climatiche, di inquinamento e fonti alternative, in difesa della salute collettiva; e forse non avremmo neppure le isole pedonali, le marmitte catalitiche o le piste ciclabili. In questa contrapposizione culturale e a volte anche ideologica, nessuno avrebbe mai immaginato però che il 5 giugno, Giornata mondiale dell'ambiente, potesse diventare l'occasione o il pretesto per tentare di demolire i capisaldi di questa "rivoluzione ecologica" che sull'onda della Green Economy di Obama attraversa la vecchia Europa e comincia a contagiare perfino Paesi come la Cina. Senza entrare qui nel merito delle singole tesi, sostenute peraltro da ambientalisti scettici o pentiti passati sul fronte opposto non si sa se per convinzione più che per convenienza, l'impostazione è stata efficacemente riassunta e contestata dall'ex senatore Francesco Ferrante: in sintesi, "il solare è fallito, l'auto elettrica è una bufala, il protocollo di Kyoto non è servito a niente, i cambiamenti climatici nel breve periodo hanno un effetto positivo (sic!) e nel medio non ci costeranno mica tanto!". Come se gli allarmi lanciati perfino dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale sulle conseguenze economiche (e sanitarie) dei cambiamenti climatici in atto, ripresi dai giornali più autorevoli di tutto il mondo, fossero riconducibili a un isterismo collettivo o a una sindrome millenaristica. Per nostra fortuna come aveva auspicato recentemente Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fai nella stessa Giornata dell'ambiente è stato Papa Francesco a denunciare con forza che "stiamo sfruttando e trascurando la Terra", per condannare "urbi et orbi" gli sprechi della società contemporanea e "un'economia e una finanza carenti di etica". Un appello rivolto evidentemente non solo alla comunità cristiana e cattolica, ma all'intera umanità. Un'altra polemica di carattere ambientale s'era sviluppata in precedenza proprio sul nostro giornale intorno alla proposta di legge sul "contenimento dell'uso di suolo e la rigenerazione urbana", di cui è primo firmatario Ermete Realacci (Pd), presidente della Commissione Ambiente della Camera. Con un intervento in prima pagina, intitolato "La strana alleanza in salsa verde", il professor Salvatore Settis ha sostenuto che per questa via "qualsiasi territorio diventa edificabile" e che la norma, lungi dal limitare il consumo di suolo, in realtà "lo consacra traducendolo in sovraccosto". Da parte sua, Realacci uno degli ambientalisti italiani più responsabili e pragmatici ha replicato che la proposta tende invece a eliminare l'uso improprio degli oneri di urbanizzazione che tanti guasti hanno causato; a penalizzare chi costruisce su terreni non compromessi; e a incentivare la riqualificazione di aree già urbanizzate. Ma, anche al di là del merito specifico, la "querelle" ripropone all'ordine del giorno il grande tema del consumo di territorio, contro cui il neo-ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, s'è impegnato fin dalle sue dichiarazioni programmatiche. È su un'ipotesi di "sviluppo sostenibile" che occorre confrontarsi, per evitare da un lato la paralisi o l'arretramento del Paese e dall'altro il suo ulteriore degrado.
QUANDO L'AMBIENTE FA DISINFORMAZIONE
Il 5 giugno è stata la Giornata mondiale dell'ambiente, un'occasione per discutere sulla sostenibilità. Il neo-ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, ha sottolineato l'importanza di un consumo di territorio sostenibile. Alcuni ambientalisti, come Francesco Ferrante, hanno invece criticato l'idea di sviluppo sostenibile, affermando che il solare e l'auto elettrica non sono soluzioni efficaci. Papa Francesco ha invece denunciato la sfruttazione e la trascurazione della Terra. Un'altra polemica è stata sull'idea di legge sul contenimento dell'uso di suolo e la rigenerazione urbana, proposta da Ermete Realacci.
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