Altre nove opere restaurate per la necropoli tornata meta turistica MENO luogo di passaggio, più luogo di conoscenza, e adesso dopo il restauro di altre nove opere, sempre più museo a cielo aperto. Un segnale della voglia di un ritorno al passato, all'Ottocento, quando il Cimitero di Staglieno, unico cimitero con una doppia anima per le sue strutture diverse, una geometrica neoclassica e l'altra romantica all'inglese. Dove la passeggiata al cimitero non era solo per un saluto ai propri cari, ma un'occasione per ammirare le sculture, osservare le ultime novità di un patrimonio artistico immenso fatto da migliaia di opere, oggi utile per scoprire l'evoluzione della scultura, del gusto, e per capire aspetti sociali e storici del passato. Ufficialmente aperto al pubblico nel 1851, è un luogo capace di raccontare ampiamente l'immaginario borghese di allora, insieme ai cambiamenti d'umore della società ottocentesca, del suo iniziale ottimismo che si tramuta in una lenta crisi di identità. Nel lavoro dei restauri di quest'anno, che hanno coinvolto ben cinque ditte genovesi, frutto della felice sinergia tra Comune e Soprintendenze, per la prima volta accanto al sostegno di Asef, l'Azienda Servizi Funebri, c'è anche l'associazione americana Afims, American Friends of Italian Monumental Sculpture, nata recentemente per volere dello scultore Walter Arnold, impressionato dal patrimonio di Staglieno: "Inutile ricordare che in passato la tomba e la villa rappresentavano i veri status symbol delle famiglie che contavano spiega Caterina Olcese della Soprintenza Beni Artistici noi abbiamo scelto opere significative seguendo criteri artistici e culturali, un modo per conoscere artisti, stili e approfondire aspetti importanti della vita di personaggi che hanno vissuto o sono venuti nella nostra città ". Curiosa è la vicenda dei coniugi Whitehead, inglesi, arrivati a Genova nel 1855. Lei, più anziana di una dozzina di anni del marito, quando rimase vedova, affidò il monumento funebre del suo caro allo scultore Lorenzo Orengo, colpita dal suo realismo borghese; poi commissionò a Orengo anche il suo, opera finita ben una decina di anni prima della sua morte, straordinaria per l'intensità degli sguardi, un vero messaggio d'amore che vuole sfidare il tempo. Tra i famosi appena restaurati ci sono il grande fotografo Alfred Noack, scomparso nel 1895, in un ritratto bronzeo a rilievo, probabilmente dello scultore Giuseppe Navone, anche uno dei pochi esistenti del fotografo; poi Felice Romani, poeta e giornalista, firma del periodico "La Vespa", noto per aver stroncato i Promessi Sposi. Teresa Risso, conosciuta anche come vedova Pescia, ritratta seduta, è un altro esempio eccellente del realismo borghese di Lorenzo Orengo. Commuove invece la delicatezza del maestro Santo Varni nella scultura dedicata alla moglie Giuditta, morta a soli 37 anni, un'opera ricca di riferimenti a Canova e a Bartolini, con spunti di intimismo e naturalismo romantico di grande effetto. Semplice ed essenziale, una croce con eleganti motivi di foglie, opera di artista ignoto è la tomba di Constance Mary Lloyd, giornalista e femminista, nota soprattutto per esser stata la moglie di Oscar Wilde, e anche tra le più visitate dai turisti stranieri. Visite guidate martedì 11, mercoledì 13, ore 10; 12; 15.
Staglieno, museo a cielo aperto
Il Cimitero di Staglieno, un luogo storico a Genova, è stato restaurato con 9 nuove opere. Il cimitero, aperto al pubblico nel 1851, è un luogo di conoscenza e di scoperta dell'evoluzione della scultura e del gusto ottocentesco. I restauri sono stati realizzati con la collaborazione di cinque ditte genovesi e dell'associazione americana Afims. Le opere restaurate includono sculture di artisti come Lorenzo Orengo, Giuseppe Navone e Santo Varni. Tra le opere più visitate ci sono quelle di Alfred Noack, Felice Romani e Teresa Risso. Il cimitero è anche un luogo di interesse storico e culturale, dove si possono scoprire aspetti sociali e storici del passato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo