«Il restauro è uno dei grandi primati italiani: l'Unesco ha chiesto al nostro Paese di guidare i Caschi blu della cultura, affidandoci il coordinamento degli interventi internazionali di salvaguardia del patrimonio artistico, se aggredito da guerre o da catastrofi naturali. La leadership mondiale del restauro, riconosciutaci anche nella capacità di formare gli specialisti migliori del pianeta, passa ora da Venaria Reale, che diviene uno dei simboli e dei centri operativi dei caschi blu della cultura». Parola del ministro Giuliano Urbani dopo la firma, ieri, dell'atto costitutivo della Fondazione del Centro per la conservazione ed il restauro inaugurato nelle maniche alfieriane della residenza sabauda. Presidente ne è Carlo Callieri (presidente della Fondazione per l'arte della Compagnia di San Paolo). Il direttore scientifico è Carla Enrica Spantigati; a dirigere il laboratorio di Conservazione sarà Pinin Brambilla, che ha guidato il restauro del Cenacolo di Leonardo Da Vinci. Il Centro, ha detto il ministro, «è la prima iniziativa a restituire vita al complesso di Venaria. Ne è il paradigma e la stella polare: indica le linee guida del più ampio programma di attività destinate a questi straordinari spazi». Oltre al Museo della Corte che farà rivivere i fasti della reggia sabauda e al Museo dell'Unesco che spettacolarizzerà i siti patrimonio dell'umanità, potrà essere «capofila della fondazione delle regge sabaude», ed è abbozzato il progetto della maison Valentino, «essendo l'alta moda - ha detto Urbani - intrecciata all'arte». Per l'inaugurazione, con il ministro e il suo staff, è giunto a Venaria tutto il mondo della cultura cittadina, ed è venuta da Roma Caterina Bonvalsassina, la direttrice dell'Istituto centrale del restauro: l'ente che con l'Opificio delle pietre dure e il Centro venariese compone ora il «triangolo» nazionale in tema di restauri. A firmare la costituzione della Fondazione (di cui entrerà presto a far parte anche il Comune di Venaria), con il ministro e Carlo Callieri, il governatore del Piemonte Enzo Ghigo, il presidente della Fondazione Crt Andrea Comba e il rettore dell'Università Ezio Pelizzetti. L'ateneo formerà infatti nel prezioso contenitore laureati in Scienze del restauro. Saranno i primi d'Italia: i poli di Roma e Firenze hanno corsi di formazione non riconosciuti come lauree. Il Centro sarà una vera «clinica» per capolavori d'arte: ospitato nelle scuderie e nel maneggio alfieriani, dispone di 8600 mq con 15 aule, 5 gabinetti scientifici ed 8 laboratori dotati di attrezzature sofisticate. Vi opererà una cinquantina di specialisti (storici dell'arte, chimici, archeologi, ricercatori) impegnati nel recupero di beni di proprietà o di interesse pubblico: dipinti ed opere lignee, marmi e tessuti, statue e metalli, mobili e libri. Carlo Callieri non ha esitato a definirlo «un'impresa straordinaria. Lo sviluppo economico è figlio di quello sociale, civile e culturale. E' la produzione culturale ad ispirare i valori e a offrire le capacità di generare»
Urbani al centro di restauro Venaria esempio da seguire
Il governo italiano ha lanciato un nuovo progetto per il restauro del patrimonio artistico, affidandosi alla Fondazione del Centro per la conservazione ed il restauro di Venaria Reale. La fondazione sarà guidata da Carlo Callieri e sarà dotata di un laboratorio di conservazione con 15 aule, 5 gabinetti scientifici e 8 laboratori. Il centro sarà una clinica per capolavori d'arte e ospiterà una cinquantina di specialisti impegnati nel recupero di beni di proprietà o di interesse pubblico. Il progetto è stato firmato dal ministro Giuliano Urbani e sarà uno dei simboli e dei centri operativi dei caschi blu della cultura. La fondazione sarà anche una fonte di formazione per laureati in Scienze del restauro.
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