C'è il decreto della Regione. L'arch. Castagna: «Potrebbe diventare officina della creatività» Il vincolo pone fine ad una querelle che ha interessato la città, investito la politica e l'area culturale. Il bene era stato messo in vendita per dodici milioni di euro. Ora è il momento di pensare all'utilizzo mariza d'anna Quando si tratta di beni comuni di particolare pregio artistico, architettonico e monumentale, e il caso Colombaia docet, le questioni si complicano e hanno lunga durata. Tuttavia, va preliminarmente detto che spesso, a fronte di un dibattito che si mantiene e si alimenta con le parole e le idee, poche volte o quasi mai corrisponde un progetto concreto sia esso di recupero, di fruizione comune o di valorizzazione. La città di Trapani dice la sua in materia, con decine di immobili di pregio che "giacciono" in attesa di interventi e che con il tempo rischiano il "dissolvimento"; si citano Palazzo Lucatelli, sede scelta per il teatro del futuro, la Colombaia appunto, buona parte del Palazzo della Vicaria, il teatro auditorium del Conservatorio Scontrino e altro ancora. Tra progetti avviati e nei cassetti, fondi richiesti e mai arrivati, inciampi burocratici e tempi della politica, tutto resta immobile. Ora un recentissimo decreto dell'assessorato ai beni culturali della Regione siciliana pone fine ad una querelle che ha interessato la città e investito la politica e l'area culturale e diviso le opinioni. Il decreto definisce «di interesse culturale ex art. 12 D.Legs. 422004 l'immobile denominato Lazzaretto. Il bene, dunque, è stato finalmente e definitivamente classificato e qualificato di interesse culturale, «quale testimonianza determinante dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive e religiose della città». Ciò vuol dire che rimarrà sottoposto a tutte le disposizioni di tutela: vale a dire non sarà alienabile. Il vincolo posto dalla Regione, e comunicato all'Amministrazione comunale, pone fine agli intendimenti manifestati in tempi non molto lontani sull'utilizzo dello stesso che era stato messo diciamo così, sul mercato. L'amministrazione Damiano, infatti, aveva deciso di metterlo in vendita per avere come contropartita un cospicuo ritorno finanziario, valutato in almeno 12 milioni di euro. Una vendita, a privati, che si presentava complessa già prima di essere lanciata per un sito considerato uno dei simboli della città vicino alla Colombaia, in una zona caratterizzante la falce. Venne anche avanzata una destinazione d'uso pensando di utilizzarlo per attività ricettive e turistiche ma sempre all'interno d'interventi che facevano riferimento ad un'area che rimaneva in qualche modo sotto vincolo. Ma non si sa come. Il sindaco fa aveva argomentato che era meglio metterlo in condizioni di essere utilizzato che lasciato come è, in in stato di abbandono. Ma il prezzo non invogliava. «Cos'è meglio tenere il Lazzaretto così com'è? Senza la possibilità di fare qualcosa perché mancano i soldi?», aveva detto. La Sovrintendenza ai Beni culturali, chiamata a dare un parere sul vincolo si era pronunciata decisa e anche l'associazione Italia Nostra aveva, con una nota, sottolineato come detto vincolo fosse ope legis, dettato dal Codice dei beni culturali. Oggi Italia Nostra si si ritiene soddisfatta. Il vicepresidente, arch. Maria Antonietta Castagna, sottolinea: «Noi ci eravamo mossi in tempo. Abbiamo sempre sostenuto la presenza del vincolo in tempo utile e ora siamo soddisfatti di questo risultato». Ma è sull'utilizzo del bene che si dovrà aprire un altro fronte di dibattito. Un bene in gran parte da recuperare e molto vasto. Un'idea la fornisce l'arch. Castagna: «A Ferrara in un'ex caserma dei vigili del fuoco, in uno spazio di quattromila metri quadrati è nata una "factory creativa", un luogo con un gruppo di professionisti designer, un laboratorio di architettura ma anche una casa di produzione di documentari. Dovranno essere fatti bandi di gara specchiati». Per un'officina della creatività e cultura. 08062013
SICILIA -. Il Lazzaretto è bene vincolato
Il Regione Siciliana ha emesso un decreto che classifica l'immobile Lazzaretto di Trapani come bene di interesse culturale, rendendolo inalienabile. Il bene era stato messo in vendita per 12 milioni di euro, ma il decreto pone fine agli intendimenti di vendita e stabilisce che il Lazzaretto rimarrà sottoposto a tutte le disposizioni di tutela. L'associazione Italia Nostra si è pronunciata a favore del vincolo e il vicepresidente dell'associazione, l'arch. Maria Antonietta Castagna, ha sottolineato che il bene è stato classificato in tempo utile. Ora, si dovrà discutere sull'utilizzo del bene, che è in gran parte da recuperare e vasto. L'arch.
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