ROMA II nodo Siae è all'attenzione del Governo e il commissariamento dell'ente sembra sempre più vicino. Dopo aver esaminato la questione una prima volta venerdì scorso, quando il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani ha svolto una relazione sui vertici, il Consiglio dei ministri si appresta a valutare nuovamente la questione giovedì. È possibile che in quella sede ci sia già un pronunciamento per il commissariamento della Società italiana autori ed editori, ente pubblico economico, ma a base associativa. Possibile anche che il commissario arrivi dopo Pasqua. Domani, intanto, è convocata l' assemblea Siae (64 componenti), per valutare accordi in campo assicurativo. Ci saranno anche comunicazioni del presidente (sostituto) Silvano Guariso. Una riunione si terrà oggi ai Beni culturali sui bilanci Siae, approvati dal ministero dell'Economia. Il ministro Urbani è stato chiamato a riferire con urgenza in Parlamento dall'opposizione. «È una ipotesi sciagurata quella del commissariamento commenta Giovanna Grignaffini, capogruppo Ds alla commissione Cultura della Camera . Ci sono tutte le condizioni affinchè i nuovi vertici si insedino e possano operare. Il ministro non perda altro tempo e insedi il consiglio d'amministrazione legittimamente eletto». «Il comportamento assunto dal Governo nella gestione della crisi Siae non è assolutamente limpido sottolineano i deputati della Margherita Dario Franceschini e Andrea Colasio, autori di interpellanze all'Esecutivo , vi sono aspetti controversi che inducono a pensare che si cerchi solo di aggravare la situazione, impedendo forzatamente di uscire dall'emergenza per procedere a un indebito commissariamento della Società». Si oppongono al commissariamento anche i grandi editori musicali: «Siamo totalmente contrari afferma Paolo Corsi, presidente della Fern all'ipotesi, che non risolve i problemi e per la quale crediamo che non esistano neppure le motivazioni giuridiche». La vicenda è molto intricata e condizionata anche dai forti contrasti nell'ambito delle organizzazioni che si occupano di cultura e spettacolo. Nata nel 1882, oggi la Siae conta 71 mila soci, 68 mila autori amministrati, oltre 21mila si sono iscritti negli ultimi quattro anni (il 40 ha meno di trent'anni). L'ente, che ha come campito principale l'esazione del diritto d'autore, ha una struttura amministrativa formata da circa 1.400 persone cui si affiancano 660 mandatari, ossia "agenti" sul territorio. La struttura Siae è mollo ramificata, con 13 sedi regionali e una trentina di filiali. Il volume di risorse sestile dalla Società si aggira sui 700 milioni di euro, di cui almeno 500 relativi ai proventi del diritto d'autore, che vengono riversati ad autori ed editori di vari campi (cinema, musica, lirica, teatro, arti visive, letteratura). L'organizzazione italiana si distingue in campo internazionale (dove prevalgono soggetti privati e differenziato, non un'unica struttura) in quanto la Siae è un ente pubblico economico soggetto alla vigilanza del Governo (ministero Beni culturali). Negli ultimi anni la vita della Siae è stata tormentata. Dopo anni di commissariamento, dovuti anche alla necessità di cambiare assetto organizzativo, si era giunti nel giugno 2003 all'elezione dell'assemblea e alla nomina del Cda: presidente Franco Migliacci, e otto consiglieri di cui tre nominati dal ministero. Al momento del voto, però, alcune componenti avevano abbandonato l'assemblea. I contrasti sull'esistenza o meno del numero legale hanno portato a una sentenza del Consiglio di Stato nel dicembre 2004 che ha invalidato le nomine di Migliacci e altri tre consiglieri, oggi in attesa di reintegro da parte di Urbani dopo essere stati rinominati, il 21 dicembre, da un'assemblea senza problemi di numero legale. Le commissioni Cultura di Camera e Senato non hanno espresso i propri pareri nei termini previsti. Nel frattempo, si sono palesate tensioni tra il Cda e il direttore generale Gianni Profila, 45 anni, già dirigente dei Beni culturali, arrivato nel 2004. Per il ruolo di commissario circolano già un paio di nomi. Uno è proprio quello di Profila, l'altro è quello di Francesco Sicilia, anche lui tra i dirigenti generali dei Beni culturali.