Eredità digitale. Detta così è un'espressione vaga, se non ossimorica: ai tempi di Internet e delle nuvole virtuali è difficile immaginare di tramandare qualcosa. Invece "Digital heritage" punta alla creazione di archivi audiovisivi nell'era tecnologica. Il nucleo di partenza sono i materiali raccolti da Oggetti smarriti - idea finanziata con Principi attivi nel 2010 - insieme al collettivo 14fps: filmati amatoriali e familiari, che messi in ordine possono avere un senso inedito rispetto al semplice ricordo domestico. "Digital heritage" è una serie di incontri che dal 10 al 22 giugno si svolgeranno a Bari, tra la Mediateca regionale e l'ex Palazzo delle poste. Lezioni frontali con protagonisti dell'universo archivistico italiano e internazionale, perché raccontino cosa vuol dire catalogare e restaurare: ci saranno Serena Barela di Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico), Silvia Mazzini (Regesta), Massimo Canario (Regesta e Istituto Luce), Roland Sejko (Archivio Luce), Karianne Fiorini (Archivio nazionale del cinema di famiglia), la pugliese Adriana Noviello (responsabile restauro dell'Austrian film museum di Vienna), Andrea Meneghelli (Cineteca di Bologna). A loro si affiancano i registi Alina Marazzi, Marco Bertozzi e David Phelps, che con i "project work" svilupperanno idee creative a partire dai video di Oggetti smarriti. Un'azione fine a se stessa? No, l'obiettivo di "Digital heritage" - che gode del sostegno della Regione Puglia attraverso i Laboratori dal basso, di finanziamenti europei e del contributo di Apulia film commission - è quello di creare un bacino di esperienze che guarda al futuro. Che renda la strada semplice per i documentaristi di domani, creando una memoria attiva e accessibile. Ecco perché tra i relatori ci saranno Salvo Dell'Arte e Maresa Lippolis, che illustreranno le potenzialità del copyleft e degli archivi digitali con licenze aperte; allo stesso modo la chiusura è affidata a Enrico Ghezzi, che con il suo "Blob" ha dimostrato quanto sia interessante creare una trasmissione televisiva usando immagini riciclate (le lezioni sono aperte a tutti; i project work riservati a 25 persone; iscrizione a infoarchiviooggettismarriti.it) . Grazie ai Laboratori dal basso dell'Arti - Agenzia regionale per la tecnologiae l'innovazione- gli esperti mettono a disposizione dei pugliesi le loro competenze: "In questo modo le piccole imprese e le associazioni già operanti sul territorio possono condividere non quello che sanno, ma quello che vogliono imparare", ha spiegato il referente Nicholas Caporusso. La memoria di Puglia cerca l'ordine, quindi, soprattutto perché la strada appare tutta in salita. L'archivio del Cinema del reale di Specchia fa il suo sia nella ricerca che raccogliendo le opere delle varie edizioni del festival; la Cineteca lucana è un gioiello, ma si trova fuori dalla Puglia. Un altro esempio è dall'Archivio sonoro, rete in divenire ospitata dalla Cittadella della cultura di Bari i cui ultimi risultati risalgono a quasi due anni fa. La Soprintendenza archivistica di Puglia ha messo online i documenti audiovisivi teatrali con un progetto del 2010: sono solo tre, Puglia teatro, gruppo Abeliano e Piccolo teatro "Eugenio D'Attoma". "E non bisogna dimenticare che la Puglia è terra di collezionisti - avverte Angelo Amoroso D'Aragona dalla Mediateca, luogo che custodisce le produzioni editoriali regionali-A Canosa c'è una lanterna magica a tre ottiche, corteggiata dal nuovo Kodak theatre di Los Angeles".