QUARANTOTTO piloni alti 195 metri ciascuno conficcati nel mare fra Mazara e Marsala, di fronte alla città di Petrosino. E' il progetto da 500 milioni di euro di un parco eolico off-shore nel Sud Ovest della Sicilia. La questione l'altro ieriè stata al centro di una conferenza di servizi alla Capitaneria di porto di Mazara: il sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone, motore della rivolta contro il progetto, con l'assessore all'Ambiente Katia Zichittella ha elencato le controdeduzioni al progetto della società Tozzi Renewable Energy, denunciandone «l'inganno di fondo». DICE il sindaco Giacalone: «Il progetto indica come località dove dovrà sorgere il Parco, il Comune di Mazara del Vallo. Ma in realtà, la collocazione delle pale interessa solo il tratto di costa davanti a Petrosino. Un errore non di forma ma di sostanza perché tutti gli studi a corredo del progetto e che ne sono parte integrante non tengono minimamente conto della comunità di Petrosino e del suo territorio». Il progetto recita che «nessun centro abitato di significative proporzioni è presente sulla costa immediatamente a ridosso del lotto chiesto in concessione (...)». Cosa falsa secondo il sindaco: «il parco eolico - dice - verrà collocato fra Capo Feto e Punta Biscione, nel tratto di mare antistante il Comune di Petrosino». Contraria all'eolico pure la marineria di Marsala, che ha firmato una petizione contro il progetto, anche perché quella in questione è una zona di mare di notevole interesse ambientale, con presenza di Posidoniae contrassegnata dai margi, piccoli stagni costieri separati dal mare da un piccolo cordone di sabbia. Alla fine, dalla conferenza di servizi di due giorni fa - nel frattempo erano scese in campo anche le associazioni ambientaliste - sono usciti quattro "no" al progetto. Oltre al Comune di Petrosino, pareri negativi sono stati espressi dal dipartimento regionale Pesca, perché il tratto di mare è battuto dai pescatori di Petrosino, contrariamente a quanto indicato nel progetto, dal Cnr e dalla Capitaneria di porto di Mazara, che pone un veto tecnico per la navigazione e la sicurezza. Soprintendenza del mare, Genio civile, Asp e Soprintendenza di Trapani invece prendono tempo, chiedendo ulteriori chiarimenti alla società che promuove il Parco. Ma nessuno dei pareri è vincolante e l'ultima parola spetterà al ministero dell'Ambiente, che deciderà in autonomia se dare via libera o no al Parco delle cosiddette energie alternative, che da tempo cercano uno sbocco nel Mediterraneo ma si sono, finora, sempre arenate. Perché tutti sembrano d'accordo sulla Green economy, lontano da casa propria. «Il progetto non apporterebbe alcun beneficio alla comunità e al territorio - dice la parlamentare regionale del Pd Antonella Milazzo, marsalese - ma la diffusione dell'eolico offshoreè importante per avviare la strada verso una concreta e corretta green economy». E chiudono alle pale eoliche nel mare di Petrosino anche i grillini con interrogazioni parlamentari all'Ars, alla Camera e al Senato.