LA PACE è fatta, e sarà una pace ecumenica. Dopo le polemiche tra Palazzo San Giacomo e Palazzo Reale nel dopo-concerto di Springsteen, il prefetto ha messo la parola fine alle frasi taglienti che sindaco e soprintendente si sono scambiati. Dovrà essere un museo sotterraneo a unire etnie e religioni del Mediterraneo, oltre che le intenzioni delle istituzioni. Nel restauro della chiesa di San Francesco di Paola e del colonnato si nasconde l'uovo di Colombo per salvare piazza Plebiscito dal degradoe dall'abbandono. Almeno questo è quello che pensano da ieri Comune e Soprintendenza con la benedizione e la supervisione della prefettura (proprietaria con il Fondo edifici di culto di chiesa e locali del colonnato). Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo, è stato convocato dal prefetto Francesco Musolino insieme con il collega all'Urbanistica Carmine Piscopo e il soprintendente Giorgio Cozzolino per parlare delle sorti della piazza contesa. Due gli assi portanti del recupero: il progetto della Soprintendenza per Palazzo Reale e quello del Provveditorato alle opere pubbliche per colonnato e basilica, finanziato con 3,6 milioni di fondi Cipe. La piazza non sarà chiusa ma solo il colonnato. «E si dovrà pensare a un transennamento "soft" - ha detto il prefetto - per evitare di impedire la vista della chiesa». Per luglio la procedura delle gare di restauro del palazzo sarà conclusa, «se non ci saranno ricorsi - spiega il soprintendente ai Beni architettonici Giorgio Cozzolino - i lavori potranno partire anche per l'autunno». Due anni peri due progetti e la piazza avrà un nuovo volto, più accogliente. Entro tre, quattro settimane si avrà il quadro completo degli interventi e dei tempi necessari. «Sono in campo risorse economiche importanti - dice il prefetto - e a queste iniziative se ne affiancheranno altre per il completamento della piazza su indicazione dell'amministrazione comunale. Ci siamo resi conto che è un'opportunità importante e c'è necessità di fare sistema intorno al desiderio di restituire alla città una piazza fruibile dai cittadini in maniera più ampia e rinnovata ripristinando alcune situazioni di degrado che vanno recuperate». A guidare un tavolo tecnico sull'argomento sarà il capo di gabinetto della prefettura Esposito. «Le polemiche - ha aggiunto il prefetto - vanno lasciate alle spalle perché abbiamo bisogno di lavorare insieme. Nella piazza le competenze si sovrappongono, anche se la gestione del territorio spetta all'amministrazione comunale». Nell'ipogeo della chiesa, che sarà recuperato come un ulteriore pezzo di "Napoli sotterranea" da aggiungere a quelli già noti, l'ipotesi di un museo delle religioni del Mediterraneo. «I lavori del Provveditorato - spiega l'assessore Daniele - renderanno agibili e utilizzabili i locali del colonnato e da quei lavori la piazza farà un salto in avanti nel potenziale delle sue funzioni. Da due di quei locali si accede direttamente all'ipogeo. Discuteremo da subito con i frati minori francescani l'idea di farne un centro espositivo sull'interculturalità, l'incontro tra religioni. Napoli e la sotterraneità della città, un concetto di per sé evocativo». Daniele aggiunge che «il Comune integrerà gli interventi con i fondi Unesco per il centro storico. Se quella piazza è frequentata è anche viva». Intanto i consiglieri della Municipalità di Chiaia, Emilia Leonetti di Napoli è tua, Diana Pezza Borrelli dei Verdi e Francesco Esposito di Sel hanno convocato per lunedì alle 18 un'assemblea pubblica nel colonnato, davanti alla libreria Treves.