E' stato firmato ieri mattina nella Reggia di Venaria alla presenza del ministro Giuliano Urbani l'atto costitutivo della Fondazione Centro perla Conservazione e il Restauro dei Beni culturali. Sarà presieduta da Carlo Callieri, già ai vertici della Fondazione per l'arte della Compagnia di San Paolo, e avrà il compito di fare decollare la nuova struttura creata all'interno delle ex Scuderie settecentesche di Benedetto Alfieri. Si è trattato di un complesso intervento di recupero diretto dai progettisti Pietro Derossi e Giorgio Fea e costato 13 milioni di euro, che ha portato alla realizzazione di una costruzione all'avanguardia dal punto di vista dei materiali e delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione in8 mila metri quadrati 15 aule didattiche, 8 laboratori, 7 aule studio e 5 gabinetti scientifici e inoltre locali destinati ad aula magna, biblioteca, archivio, uffici, falegnamerie, officine. Ieri mattina, poco dopo la firma, la presentazione del progetto nell'avveniristica aula magna da parte dei partner entrati a far parte della Fondazione. Oltre al ministro, Enzo Ghigo per la Regione, il Magnifico rettore Ezio Pelizzetti, Carlo Callieri per la Fondazione per l'arte della Compagnia e Andrea Comba per la Fondazione Crt. Si parte con un investimento di un milione e l00mila euro erogati sia dalla Regione che dalla Compagnia, mentre la Fondazione Crt contribuisce con 250mila euro. Molte le attese su un centro che si pone come terzo polo italiano nel settore, dopo l'Istituto Centrale per il Restauro di Roma e il fiorentino Opificio delle pietre dure. Come assicura Carla Enrica Spantigati, soprintendente per il patrimonio storico artistico del Piemonte, nominata ieri direttore scientifico del Centro mentre la responsabilità dei laboratori è stata affidata a Pinin Brambilla troveranno posto nei laboratori e nei gabinetti scientifici della Venaria, che verranno dotati di apparecchiature degne della più tecnologica sala operatoria, dipinti e sculture, materiali lignei, tessili e cartacei, mentre nell'annesso ex Galoppatoio sarà realizzato un laboratorio per la pietra e i metalli. «Avremo laboratori organizzati per tecniche e temi e si seguiranno particolari vocazioni torinesi, dall'arte dell'area mesopotamica a quella egizia, per arrivare alla contemporanea» ha detto ieri il neo presidente Callieri. Il Centro dovrebbe entrare a regime nel 2006, ma già nell'estate verranno portati i primi manufatti, tra questi alcuni dipinti della Galleria Sabauda bisognosi di cure. «Abbiano avuto l'assicurazione che da fine giugno potrà approdare qui per un restyling la 'peota'», l'imbarcazione settecentesca appartenuta a Carlo Emanuele III" aggiunge il direttore dei beni culturali della Regione Alberto Vanelli, che ha seguito le varie fasi del progetto. Tra le novità più interessanti, l'istituzione di un corso di laurea quinquennale a numero chiuso per la formazione di restauratori-conservatori, il primo con riconoscimento europeo, che difficilmente partirà però il prossimo anno accademico: «Stiamo mettendo a punto l'intesa con il Ministero per i beni culturali, forti già di un'esperienza sul campo nella nostra università - ha detto il rettore Ezio Pelizzetti. -I tempi tecnici fanno ritenere più prudente prevedere di partire nell'anno accademico 2006-2007».