A SANGUINEDA crollano i muri. Per la prima volta da trent' anni, nella collina di pregio bolognese sottomessa a vincoli paesaggistici, si cominciano ad abbattere strutture in muratura, piuttosto che continuare a costruire abusivamente. Il Comune di Vergato, sulla base dei sopralluoghi congiunti effettuati mesi fa della polizia intercomunale di Marzabotto-Vergato e dei carabinieri della compagnia di Vergato, ha firmato sette ordini di demolizione per "superfetazioni" edilizie che si sono create nel tempo: box, pollai, rimesse per attrezzi. «Non mi par vero - commenta il consigliere regionale del M5S Andrea Defranceschi che in questa valle si è attirato l' ira di molti abitanti -. Si è aperta la prima falla nella diga e spero che si vada avanti. Le mie prime denunce risalgono al 2010». Per ora, cinque trasgressori hanno aderito all' ordine senza fiatare e hanno messo mano a smontare le strutture murarie, altri due lo devono ancora fare. Sarebbe interessante sapere come mai nessuno aveva mai visto gli abusi o le irregolarità edilizie, fino a quando non sono arrivate le denunce di Defranceschi e a ruota l' inchiesta del pm Antonella Scandellari e del procuratore aggiunto Valter Giovannini. Se le prime opere abusive vanno giù, in controtendenza dopo trent' anni, l' inchiesta continua. Perché si stanno ancora studiando le carte dei permessi edilizi, delle sanatorie che vanno messe a confronto con vari provvedimenti di salvaguardia della zona collinare sopra Pioppe di Salvaro. Alcune abitazioni sono salve avendo avuto condoni validi, ma un certo numero sono anch' esse a rischio. In tutto o in parte sono state costruite senza titolo edilizio o con un permesso che si limitava a opere che poi sono state ampliate a piacimento. In quelle colline, ci sono case che sono come dei "trenini", una stanza dopo l' altra costruite nel tempo. La vecchia amministrazione potrebbe avere le sue responsabilità, l' ex capo ufficio tecnico Ivano Nanni è stato indagato. Negli anni ' 80 venne fatto credere che la zona sarebbe stata lottizzata e questo ha aumentato le costruzioni abusive, in vario modo. Ci sono case che erano di legno, inizialmente, e che poi sono state rifatte in muratura, ma lasciando il legno all' interno al posto dell' intonaco. Oppure costruzioni nate da una semplice roulotte, alla quale si è aggiunta una capanna e così via. Anche la villa di un manager, quella che svetta più in alto di tutti, è nata, secondo le dichiarazioni dei vicini, da una roulotte inizialmente parcheggiata su un prato, con accanto un barbecue. L' inchiesta in corso dovrà stabilire quali e quante case sono irregolari, in tutto o in parte. E poi c' è la questione dell' acquedotto di Hera previsto da un piano di sviluppo rurale della Provincia e da realizzare soprattutto con il denaro della comunità europea. Deve portare l' acqua alle case storiche della zona, ma potrebbe essere utilizzato anche dagli abusivi, cosicchè Hera, che ha cominciato a lavorare da 15 giorni, ha chiesto ai proprietari di dichiarare se le abitazioni sono in regola. I carabinieri stanno infatti esaminando anche le carte di questa operazione per vedere se tutta la trafila per portare l' acqua è stata regolare, proprio perché la Comunità europea non può finanziare opere di cui potrebbero usufruire anche proprietari abusivi.