Le pitture murarie e le incisioni ritrovate dai ricercatori guidati da Laura Miriello all'interno del Maschio Angioino, a Napoli, diverse delle quali quasi sicuramente risalenti al Medioevo, sono «scoperte sorprendenti» e «particolarmente interessanti». È il parere di Alfredo Buccaro, docente del dipartimento di Architettura della Federico II e direttore del Centro di ricerca sull'iconografia della città europea, nel commentare le scoperte fatte dal gruppo di lavoro dell'associazione di studi storici e delle discipline spirituali Thelema. Buccaro ha partecipato alla prima delle due giornate di «Voci del passato», l'iniziativa culturale in corso di svolgimento al Maschio Angioino di Napoli e che questo pomeriggio vedrà lo svolgimento della seconda e ultima giornata di lavori. E proprio a Castel Nuovo, e in particolare all'interno della sala dei Baroni, sono state ritrovate alcune pitture murarie che riproducono - secondo gli esperti - simboli gesuiti. «I primi ritrovamenti - specifica Laura Miriello, fondatrice di Thelema - sono avvenuti all'interno del cammino di ronda della sala, quella parte essenzialmente destinata ai militari. La nostra ricerca ci ha portato a rinvenire altri simboli interessanti nel Maschio Angioino e perfino una incisione con tanto di data: 1591, ovvero nel periodo del processo a Tommaso Campanella, poi andato assolto. Incisione che stiamo studiando per capire cosa realmente significhi». La ricerca ha portato a scoprire altri simboli interessanti in altri punti della città di Napoli, soprattutto nella parte sotterranea, grazie alla collaborazione di alcuni speleologi. Ora - come emerso nel corso dell'iniziativa - questi ritrovamenti, con la collaborazione della Federico II e della Soprintendenza ai beni architettonici, saranno oggetto di ulteriori approfondimenti, magari anche grazie all'istituzione di uno specifico tavolo di lavoro. «Bisogna fare analisi più dettagliate - spiega ancora Alfredo Buccaro - sui pigmenti dei colori e sui modi con cui sono stati posati sulle pietre. Per quanto mi riguarda possono essere collocate tra la fine del 500 e la metà del 600, ovvero nel periodo più intenso della cosiddetta 'controriformà. Studiando i simboli ritrovati all'interno del Maschio Angioino e quelli scoperti in altri punti della città, si potrà fornire un ulteriore spunto di carattere storico per la città di Napoli».