Nel mirino lo stop al cantiere del 2002 "caldeggiato" dall'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi e poi bocciato dal Tribunale amministrativo. La giunta: «Il blocco di due anni ha fatto lievitare i costi» Anche Indro Montanelli si schierò al fianco del comitato Contro la ricostruzione del teatro Pacini nacque nel 1998 un comitato per la difesa e l'ampliamento di piazza Montanelli, che ha portato avanti per anni la battaglia. Al fianco del comitato si schierarono anche il giornalista fucecchiese Indro Montanelli e Vittorio Sgarbi (nella foto), che un anno più tardi arrivò in città proprio per chiedere che la piazza rimanesse libera. E che tre più tardi, da sottosegretario ai Beni culturali del governo Berlusconi invitò il Soprintendente di Firenze Domenico Valentino "a provvedere alla inedificabilitù a qualunque titolo dell'area". Tanto che nella relazione di chiusura dei lavori, presentata alla giunta dal dirigente Giorgio Salvini si sottolinea che «l'appoggio di Sgarbi al comitato si concretizza nel 2002 in una serie di pressioni sugli organi periferici del ministero che definire "anomale" appare un eufemismo. FUCECCHIO La telenovela dei lavori è finita dopo undici anni di polemiche, liti, cantieri a singhiozzo e problemi burocratici (anche se il sipario non si è ancora alzato). E ora il Comune di Fucecchio (mentre è in corso la gara per l'affidamento della gestione) ha deciso di presentare il conto al Ministero e alla Soprintendenza. Che secondo la giunta Toni con il loro stop ai lavori dell'estate 2002, poi bocciato dal Tar, avrebbero causato un allungamento dei tempi (il cantiere restò fermo 2 anni) e un aumento dei costi per la realizzazione del cinema-teatro (chiuso dai primi anni Ottanta). Il Comune sta raccogliendo tutta la documentazione e ha già conferito l'incarico all'avvocato per formalizzare la richiesta danni. Conto gonfiato. Il Pacini doveva costare 7,1 miliardi delle vecchie lire. Ma la spesa è lievitata a 5,8 milioni di euro, con un aumento di 2,1 milioni rispetto alla previsione iniziale, un terzo dei quali sono a carico del Comune, al quale l'operazione-teatro è costata complessivamente 2,5 milioni di euro. Tutta colpa di una guerra senza esclusione di colpi, che ha visto protagonisti il Comitato per la "piazza grande" (senza teatro) da una parte, e il Comune dall'altra. Con in mezzo il Ministero, il Tar, la Soprintendenza. I ricorsi, gli appelli, i colpi bassi, i presunti ritrovamenti archeologici durante gli scavi, le sospensioni, che hanno spinto il teatro in una palude. Il nodo. In questo caos si inseriscono i provvedimenti emessi da Ministero e Soprintendenze, a partire dal luglio 2002 di sospensione dei lavori, su "consiglio" dell'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi. Ma il Tar accolse il ricorso presentata dalla Finagen Spa (alla quale in seguito è subentrata Unicredit nella proprietà dell'immobile e nel contratto di leasing), proprietaria del fabbricato, che il 7 novembre 2001 aveva stipulato il conratto di leasing con i due utilizzatori finali dell'immobile, Comune e Banca di credito cooperativo, prendendosi carico di tutte le fasi di realizzazione dell'intervento. Il danno. Il Comune di Fucecchio sostiene di essere stato danneggiato dagli atti di sospensione poi oggetto di annullamento da parte del Tribunale amministrativo della Toscana «poiché dall'adozione si legge nella delibera dei provvedimenti di sospensione da parte di Ministero per i Beni e le attività culturali, Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali, Soprintendenza per le province di Firenze, Pistoia e Prato, sono derivati ragguardevoli aumenti nei tempi e nei costi di realizzazione del fabbricato». Il passaggio. Il Comune ha stipulato un accordo con la Finagen spa, che ha ceduto all'ente di piazza Amendola il diritto al risarcimento del danno. Poi la giunta ha autorizzato il sindaco Claudio Toni a «intraprendere le azioni giudiziarie tese al risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell'adozione, da parte di Ministero, Soprintendenze regionale e provinciale, dei provvedimenti di sospensione dei lavori». E in quest'ottica ha affidato il patrocincio legale relativo al giudizio di primo grado all'avvocato Fausto Falorni, per una spesa di 18.876 euro.
TOSCANA - Il Comune fa causa al Ministero per i ritardi dei lavori al Pacini
Riassunto in 200 parole:
Il Comune di Fucecchio ha deciso di presentare il conto al Ministero e alla Soprintendenza per il cantiere del teatro Pacini, che è stato fermato nel 2002 a causa di pressioni del sottosegretario Vittorio Sgarbi. Il cantiere è stato fermato per due anni, causando un aumento dei costi e un allungamento dei tempi. Il Comune sostiene di essere stato danneggiato dagli atti di sospensione poi oggetto di annullamento da parte del Tribunale amministrativo della Toscana. Il Comune ha stipulato un accordo con la Finagen spa, che ha ceduto all'ente di piazza Amendola il diritto al risarcimento del danno.
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