La campana del 1670 realizzata da Simone Boucheron, che ieri pomeriggio ha annunciato alla città il 150 compleammo dei Musei civici, è l'ultima "scoperta" di Palazzo Madama, un museo che non finisce di stupire. Se ne stava nascosta nella torre di sud est e ora, con l'aiuto di due giovani "campanari" Marco Di Gennaro e Claudio Maddalena è stata rimessa in funzione. Tra le mura romane e il "basolato" stradale del tempo di Augusto, tra resti delle antiche porte la Decumana, romana, e la Fibellona, medievale passaggi segreti e scale di servizio, reperti di origini diverse e curiosità, magari sulla sontuosa camera da letto della Madama Reale per antonomasia, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, moglie di Carlo Emanuele II, che al mattino riceveva ministri e postulanti sdraiata nel suo letto a baldacchino, girare nei meandri dell'edificio è una bella avventura (di quel letto, disperso insieme agli altri arredi della stanza, rimangono solo più le tracce a parete: le si scorge quando si alzano gli occhi alla volta, per ammirare l'affresco di Domenico Guidobono in cui la sovrana è in trionfo, ai suoi piedi un putto che ha rotto la clessidra del tempo, concedendole così l'immortalità). «Continua a essere un'avventura anche per me, perché, al di là del palazzo, musei ottocenteschi come il nostro, nati per lo più da donazioni, contengono oggetti che rivelano sempre nuovi significati dice la direttrice Enrica Pagella, padrona di casa domani sera per l'arrivo del ministro Massimo Bray, durante la vernice della mostra della collezione Basilewsky . Oggetti tenuti magari in deposito per anni, che poi tornano d'attualità». Tra i pezzi più al passo con i tempi, si fa per dire, lei cita l'anello nuziale del IV secolo dopo Cristo, conservato nella "Torre dei tesori": porta impressi i nomi di Stefanus e Valatrud, due giovani di stirpe lui latina, lei germanica, a simboleggiare uno dei primi matrimoni misti di cui si conservi traccia. O un antenato del "piercing", ovvero un "ornamento labiale" della civiltà mixteco-azteca, realizzato tra il 1200 e il 1521: raffigura un rapace in oro fuso a cera persa, che veniva portato sul mento da dignitari e guerrieri di alto rango. E a proposito di scoperte, guidati dalla direttrice si scorgono, nella Sala Terrecotte, antichi mattoni con i segni delle dita impressi: «Non è uno sbaglio, si creavano delle impronte prima di metterli in forno a cuocere, per afferrarli poi più facilmente». Nel Lapidario ci si trova davanti all'abside della chiesa di San Pietro in Celle, del XII secolo, ricostruito da Alfredo D'Andrade, il primo soprintendente torinese, che sopra quella sala aveva il suo ufficio. D'Andrade lasciò altre testimonianze, soprattutto restauri delle antica mura, visibili nel sotterraneo e contraddistinti da una targhetta con la data (ritorna quella del 1884, la stessa della nascita del Borgo Medievale, di cui l'architetto, di origine portoghese, fu uno degli artefici). Tra le antiche pietre, spunta persino un "tubo" in piombo dell'acquedotto romano: trovato ancora da D'Andrade, se ne erano perse le tracce, perché inglobato nella parte dell'edificio che era stata a interrata: è riemerso negli scavi del 2002, durante i lavori per la riapertura del Palazzo. Non è facile orientarsi attraverso l'edificio, che conta più di duemila anni di storia. Al di là dei percorsi di visita ufficiali, ci sono infatti angolo nascosti: come i passaggi di servizio che affiancano la scala della torre quattrocentesca, voluta da Ludovico d'Acaja per collegare i vari piani... «Il pubblico ama soffermarsi davanti ad Antonello da Messina, ma è anche affascinato dal 'dietro alle quinte' del museo dice Anna La Ferla, responsabile delle attività didattiche. Non c'è solo l'aspetto estetico, qui si mostra la vita quotidiana nei tempi antichi ». Una visita insomma, quella a Palazzo Madama, che non è mai del tutto conclusa.
TORINO - Passaggi nascosti, scale di servizio occultate e molte sorprese. Anche per gli esperti una vera avventura
I Musei civici di Torino hanno raggiunto il 150° anniversario. La campana del 1670 di Simone Boucheron è stata rimessa in funzione nella torre di sud-est del palazzo. Il museo è stato inaugurato ieri pomeriggio. Tra le mura romane e il "basolato" stradale del tempo di Augusto, passaggi segreti e scale di servizio, reperti di origini diverse e curiosità, come la camera da letto della Madama Reale, sono esposti. La direttrice Enrica Pagella ha spiegato che gli oggetti conservati contengono oggetti che rivelano nuovi significati.
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